Archivio mensile:maggio 2012

Quando tutta la vita si riduce ad un unico, folle gesto…

sportograf-26736804_lowresA volte vorrei essere una persona migliore, altre invece mi accontenterei di saper fare semplicemente meglio qualcosa, come correre, lavorare, ridere, amare. Ma oggi, oggi vorrei tanto essere uno scrittore migliore, uno di quelli che trascina chi legge in luoghi lontani, posti che non si sa bene neppure se esistano, ma che poi prendono forma, si colorano e delle parole assumono addirittura il profumo, tanto che alla fine sembra possibile arrivare a toccarli, come forme armoniose che dal bianco e il nero di un foglio qualsiasi esplodono in una miriade di sfumature diverse. Arduo infatti è il mio compito! Plasmare il fango, dargli vita e raccontare una storia. Che mi risulti è passato parecchio tempo dall’ultimo che c’è riuscito, anche se poi il suo racconto è diventato il più letto di sempre. Tuttavia non posso fare a meno di provarci, perché vivere in sostanza vuol dire scambiare e propagare emozioni. E la prima emozione è stata vedere tutti i miei compari, più o meno puntuali, un soleggiato venerdì mattina pronti ad affrontare l’impresa. Ancora adesso non so bene quale motivo ciascuno di loro avesse per essere lì, ma le persone trovano sempre mille motivazioni futili per evitare di fare qualcosa, mentre quando decidono di affrontarla, allora il motivo non è mai cosa da poco, qualunque esso sia. Ora, metto l’avanti veloce; immaginate tanti ma tanti chilometri, il sole che ci accompagna tutto il viaggio e poi ci molla a pochi minuti dalla meta, il ritiro delle sacche dentro l’autodromo tra gente generosa di panza e tirchia di sorrisi, l’albergo, piccolo ma accogliente, la cena a base di pasta stile Ciappi, scotta ma commestibile, e su tutto questo la sensazione aleggiante di non essere sufficientemente temprati per una simile esperienza. La mattina gelida che ci accoglie a rubinetti spalancati, il giorno della gara, sembra confermare la cosa. Guardo il cielo, mendicando un briciolo di clemenza, e la gentile risposta è una fitta nebbia che scende a coprire ogni cosa di una fradicia coperta. Ma in fondo penso sia giusto così. Questa non è una giornata per persone che decidono cosa fare in base al tempo, ma è un giorno per un tempo che decide cosa fare in base alle persone. Se c’è una sfida per testare quanto duri e pazzi siano i suoi partecipanti, anche il Signore da lassù vuole dare il suo contributo. Come in tutte le competizioni importanti poi, la prima cosa da affrontare è l’attesa. Aspettare lo sparo. Prima preoccupandoci dell’impatto iniziale con le dilaganti intemperie, poi solamente attenti a non partire in coda allo schieramento, perché a differenza di quanto si dice in giro, gli ultimi, se partono ultimi, non raggiungeranno mai i primi. Gli ultimi sono e resteranno ultimi. Quindi eccoci lì, cavalieri erranti in una regione tumultuosa, avvolti stretti nei nostri mantelli neri o gialli fatti di plastica riciclata per lo smaltimento dei rifiuti, armati a sfidare pioggia e vento con più incoscienza che coraggio e con la speranza che il corpo si dimentichi in fretta di cinquecento anni di progresso e crescenti comodità. Personalmente sento che basterebbe tornare indietro anche solo di un ventennio, quando avevamo paura unicamente di quello che conoscevamo e, allora, conoscevamo veramente, ma veramente poche cose. Il frastuono da discoteca pian piano si attenua, poi dal basso si insinua tra i corridori “You Never Walk Alone” e tu senti i primi veri brividi che col freddo non c’entrano niente. Quindi la deflagrazione e lentamente un fiume multicolore si riversa in avanti, aprendosi la strada attraverso la bruma che avvolge ingannevole tutto e tutti. I primi tre chilometri sono solo asfalto spiovente dentro al circuito; si viaggia a buona andatura con qualche intoppo, poi una rapida discesa, un cancello e la vegetazione diventa padrona del percorso. Superata una piccola coda in prossimità del primo ostacolo, si cambia terreno e si incontra il vero e assoluto protagonista della Strongman Run, il fango. Tutti, al suo cospetto, siamo solo sospiri davanti ad un uragano. Adesso c’è una rapida salita, seguita da un’ancor più vorticosa discesa. Chi non si aiuta con rami, arbusti o semplicemente puntando testardamente i piedi, scivola via come un cubetto di ghiaccio su un piano inclinato. Poi per coloro che sono fieri di aver preservato le scarpe dall’inevitabile balneazione, due fossi pieni d’acqua, che è impossibile saltare, seguiti da una rampa melmosa da superare aggrappandosi a delle funi, segnano la fine dell’innocenza e l’inizio del degenero fisico e sanitario. Poco meno di altri mille metri in condizioni di equilibrio molto precarie portano al secondo ostacolo, due corridoi pieni di fumo che in una giornata di sole avrebbero irritato solamente un po’ la vista, ma che nelle attuali condizioni si sommano alla foschia, determinando una totale e, col senno di poi forse benevola, ignoranza sul proseguo. Ora si parte a salire e poi a scendere su un turbinoso altovolante fatto di prati viscidi e insidiosi, rivisitando in chiave Navy Seals la sigla del cartone animato Aidi, solo che le montagne sullo sfondo ringhiano e le caprette marciano col passo dell’oca. Il terzo ostacolo è una muraglia di legno alta due metri con dei buchi per posizionare mani e piedi. Sul retro in alcuni punti sono situate balle di fieno per facilitare la discesa, in altri invece c’è il vuoto e non c’è bisogno che vi dica dove i nostri eroi indirizzano la loro traiettoria. Dall’altra parte inizia una vera e propria campestre su un terreno spelacchiato e imbevuto di pioggia e sudore, fino a dove ci si schianta contro un muro di gente in attesa di attraversare l’ostacolo successivo. Codesta prova è costituita da un tunnel scavato nel fango e ricoperto da una gabbia in cui i partecipanti devono strisciare per guadagnarsi il diritto a proseguire. Gomiti e ginocchia si incanalano gli uni dietro agli altri. La melma pastosa nasconde sassi e pietre che raschiano via strisce di pelle a pedaggio del transito di ciascun concorrente. All’uscita ti senti un carcerato rilasciato per buona condotta, un novello Dante finalmente tornato a riveder le stelle. Per arrivare al quinto ostacolo il percorso non è più sterrato, ma si trasforma in un vero e proprio scavo archeologico in cui buchi e depressioni nascoste rischiano d’inghiottirti per tramutarti in un nuovo reperto da restituire ai posteri. Ne esci come un alluvionato e parti ad aggredire il quinto scoglio, che si incunea su per il monte sotto forma di una salita spacca gambe attraversata da barricate di fieno. In quel momento non senti neppure più la pioggia, ma il tuo problema è uno solo e si chiama gravità. Alla fine c’è il ristoro, dove, oltre a bevande isotoniche, è possibile gustare la specialità della casa, la banana infangata, una prelibatezza nutriente e genuina, a patto di digerirla. La mangi tuttavia come una fetta di Culatello sperando di non pentirtene. La sesta prova è l’unica indolore, visto che si tratta di uno scivolo da parco acquatico che ti riporta dentro al circuito. La sola attenzione è non tranciare qualcuno al quale il peso corporeo ha concesso meno accelerazione della tua, ma soprattutto non diventare tu il bersaglio di una collisione stile Armageddon con un crucco fatto solo di birra e granito. Prima di tornare completamente alla civiltà, il percorso richiede di scalare ancora una simpatica montagnetta di terra, trasformata dall’acqua e dagli altri runners in una viscida parete di fango liscio e radi arbusti, sui quali ti puntelli come uno stambecco ubriaco. Per arrivare in cima afferri qualsiasi cosa ti capiti a tiro, sassi, terra, altri concorrenti, e anche solitari cespugli dall’aria sospetta che si rivelano poi steli di rose. Sulla vetta sembra che tu sia appena scampato e una crocifissione. Quando ricominci a sentire l’odore dell’asfalto, ritrovi un po’ di energie, presto soffocate dal tracciato che ti costringe a passare per ghiaiose vie di fuga e ti scaglia quasi senza preavviso nella girandola che racchiude gli ultimi, si fa per dire, nove ostacoli della corsa. Il primo è fatto da due muri di paglia quasi impossibili da scalare da soli. La catena umana prevede che chi è in cima tiri su chi non lo è, e tu ti chiedi come cavolo abbiano fatto i primi e soprattutto cosa succederà quando la catena inevitabilmente si spezzerà. Poi arriva la piscina, anche se chiamarla piscina è come chiamare spiaggia balneare un porto industriale. Sulla destra c’è la “Pussy Lane”, riservata a coloro che non hanno attributi o competenze natabili sufficienti per immergersi. La guardi con disprezzo ma anche un filo di tentazione. Poi però i fischi e lo scherno riservato a coloro che prendono quella strada, spazza via ogni principio di codardia, anche se ha le sembianze dall’autoconservazione. L’impatto con l’acqua marrone è letteralmente agghiacciante. Il polmoni grippano, i piedi desiderano un fondo che presto sparisce. Spalanchi la bocca per cercare qualche molecola di ossigeno nascosta tra le pieghe del diluvio e ottieni in cambio solo una sorsata di qualcosa che della cioccolata calda ha solamente il colore. Quando tocchi la sponda opposta, sei un naufrago scampato al disastro. Poi parte una versione di Mai Dire Banzai che sconfina nel sadismo, composta da una rete sospesa da attraversare e un passaggio tra fili dove scorre corrente a basso voltaggio per il bestiame che sarebbe meglio scansare essendo lavati come dei palombari. Quando vedo uno di fianco a me che morde assatanato uno dei cavi, mi convinco decisamente che sono solo un vitello in mezzo ad una mandria di tori. Poi si striscia di nuovo su un piacevole ghiaino grattugia mani, si guada una nuova pozza d’acqua che si assesta solo fino al ginocchio e infine si attraversa una sorta di sabbie mobili dove alcuni incauti devono essere poi estratti dai membri dello staff come tuberi al momento della raccolta. Il finale prevede ancora una scalata di corde e fieno e una distesa di pneumatici attraverso cui passare e che non si sa bene da dove prevengano, se dalle macchine di coloro che in passato hanno testato la velocità del circuito o dalle autovetture di coloro che sono stati dati per dispersi nelle edizioni precedenti. Il traguardo compare in lontananza insicuro in mezzo alla nebbia, peccato che non sia ancora venuto il momento di attraversarlo. Abbiamo infatti appena terminato il primo giro. Tutto così rincomincia, con la stanchezza che ti sussurra parole malefiche ogni volta che rincontri un ostacolo ed il freddo che non dà alternative se non andare avanti, a testa bassa, perché anche dovessi scegliere l’onta del ritiro non sapresti bene dove dirigerti; la strada che intravedi attraverso la nebbia è una, e una sola, ed è segnata dalle impronte che tu stesso forse hai lasciato al passaggio precedente. Quando termini anche la seconda tornata, più che un vincitore, ti senti un superstite. La linea di arrivo compare dal nulla e dal nulla viene subito inghiottita. Al di là intravedi gente che festeggia e beve birra, tu senti che solo una parola ha senso per te in quel momento: calore. E il calore alla fine lo trovi, prima trasmesso da vestiti asciutti infilati istericamente senza un ordine preciso, poi irradiato dalla consapevolezza di non aver semplicemente finito una gara, non aver semplicemente vinto una battaglia, ma di aver partecipato ad una metafora di conflitto mondiale che, come sempre capita, non conosce né vincitori né vinti ma solo sopravvissuti. Lo strong man non è una corsa per corridori incalliti, non è una competizione per atleti autentici, e non è neppure una sfida per sportivi in generale, lo strong man è una dichiarazione di una guerra nella quale si viene più o meno coscientemente coinvolti e che alla fine non si può far altro che affrontare e combattere fino in fondo, qualsiasi siano le conseguenze. Chi lo comincia non è necessariamente una persona forte, ma chi lo conclude dà prova tangibile che, quando serve ce la fa ad esserlo. StrongMan Run, è la gara dei pazzi, è la gara dei duri.
E ora, implacabili come una perturbazione atmosferica ed insindacabili come un piano di austerity, arrivano le pagelle, in rigoroso ordine di arrivo.

Vez: Tempo Effettivo 2:53:10 Tempo Dichiarato 2:20 Voto 9. Il maratoneta con la valigia sceglie lo Strong Man come tappa fondamentale per il cammino di preparazione alla Maratona di Riga che si appresta a correre a giorni. Girano voci che in programma prima dell’evento ci sia anche una “notturna” a Lugano e la mezza di Kiev in perizoma. La sua fidanzata sceglie così di accompagnarlo in qualità di supporter per dimostrargli la sua vicinanza davanti a simili f….atiche. Come sempre, parte forte per fare selezione, studia gli avversari rimasti e poi li stacca in salita, fischiettando la marcia dei bersaglieri e zufolando il coro del Nabucco. E’ il primo di noi a giungere al traguardo, a bersi due birre alla goccia e a presentarsi al punto di ritrovo al coperto dentro l’autodromo dove per ingannare l’attesa organizza partite clandestine di carta, forbice e sasso tra le corsie provvisorie dei ritirati, ripulendoli regolarmente dal momento che sono quasi tutti paralizzati o ingessati. Alla fine si stufa e comincia a firmargli le fasciature col loro sangue. Nome di Battaglia: Strong Vez.

Nick: Tempo Effettivo 3:07:31 Tempo Dichiarato 2:35 Voto 8. Dopo qualche mese dalla nascita della figlia, più di una persona ritiene che abbia aderito all’iniziativa convinto solo dal miraggio di potersi fare due notti di sonno della durata superiore a quarantacinque minuti consecutivi. Le sue speranza vengono però presto disilluse da uno dei suoi compagni di stanza, su cui manteniamo l’anonimato per motivi di riservatezza, che trasforma la camera da letto in uno stabilimento Ikea a pieno regime. Fedele al suo animo fedaino, come sempre rassicura i compagni sulla volontà di fare una gara di gruppo, salvo poi abbandonarli pochi metri dopo la partenza, bofonchiando scusanti ormai automatizzate e che ricordano vecchie canzoni: “Perdonatemi, ma la Fede mi ha chiesto di andare a prendere il latte.” Alla fine si piazza terzo classificato, ma quando realizza che il giorno dopo sarebbe dovuto tornare a casa, chiede agli organizzatori sbigottiti di fare almeno altri due giri. Nome di Battaglia: Gianni Morandi.

Mario: Tempo Effettivo 3:07:35 Tempo Dichiarato 2:31 Voto 8. In Svizzera scattano inesorabili fotografie a tutti coloro che superano i limiti di velocità. A color che invece non sgarrano mai gli mandano un’immagine gratuita di Mario al volante, autografata sotto lo pseudonimo di Mastro Sicurezza. Il Ligure dell’alta finanza tuttavia in gara sprinta come un tamarro in motorino. Lo vediamo solo alla partenza dove fa pipi su un tedesco travestito da Hulk, scambiandolo per un albero, e all’arrivo, dove ripete la stessa scena su un concorrente, ritiratosi dopo essere quasi annegato nel fango, scambiandolo per un cespuglio. Nel mezzo le cronache riportano poi una grande prestazione, dove ci dicono abbia stabilito il nuovo record di bestemmie per chilometro quadrato, prima detenuto da un maxi tamponamento verificatosi vent’anni prima con più di cinquanta automobili coinvolte. Già di culto e in stampa su migliaia di magliette, il suo commento a caldo finita la corsa è stato: “Comunc, dev andà in bagn!” Nome di Battaglia: Plin Plin Cavallin.

Depi: Tempo Effettivo 3:09:29 Tempo Dichiarato 2:45 Voto 8,5. Dopo mesi di fatiche, infortuni, malanni, delusioni amorose, perdite in borsa e brutti sogni, il Depi arriva alla gara con un ginocchio malandato, dolori articolari e capelli con la tinta da rifare. Nonostante sia l’unico del gruppo con un passato da frequentatore abituale di luoghi impervi, si presenta alla partenza delle ostilità bardato come una guida alpina a Natale e con un numero di strati sufficienti a rivestire una scolaresca in gita. Imbottito di antidolorifici come un grande ustionato, affronta il primo giro in modo blando, poi cerca di recuperare sul secondo stringendo i denti come un fustigato in piena attività. Zompa sugli ostacoli con la sua solita andatura da fenicottero sodomita e si issa sui muri di paglia leggero come un’incudine. Poco prima dell’arrivo mi domanda: “Se non senti più niente, vuol dire che ti sta per venire un infarto?” Risposta: “No, vuol dire che ti è già venuto ed è finita!” Solo che ci rendiamo subito conto entrambi che la strada che stiamo percorrendo non sembra andare verso il paradiso. La sua stanza alla fine del weekend, grazie anche ai suoi altri due soci, vince il premio Microclima messo in paio da un’associazione che studia gli effetti degli agenti patogeni su oggetti inanimati. Si pensa che tale camera non potrà essere più affittata per i prossimi diecimila anni, anche se i proprietari hanno convocato Monsignor Milingo in qualità di esperto per studiare una soluzione. Nome di Battaglia: Mauro Repetto.

Troncons: Tempo Effettivo 3:12:42 Tempo Dichiarato 3:03 Voto 8. Rientrato a casa, ha scritto subito a Rita Dalla Chiesa per lamentare una sospetta ingiustizia ai suoi danni che lo vede perdere due posizione sulla classifica finale del gruppo nonostante sia certo di non essere mai stato sorpassato nel secondo giro. In effetti il Tronconi dopo aver pazientato nelle pancia del plotone sfrutta un rinfresco e la nebbia per tentare la fuga solitaria e guadagnare così dal maglia rosa del team Binda. Ma chi di fuga ferisce di fuga perisce ed ecco che non si rende conto del controsorpasso del tandem Viga Depilati (non se ne accorgono manco loro) che avviene a pochi chilometri dalla fine. Distrutto dalla notizia cede al bipolarismo e comincia a parlare alternando italiano e uno stretto slang inglese che lo porta a somigliare tremendamente a qualche personaggio fighettone di un film italiano anni ottanta. Al ristorante quando chiede più volte del pane alla cameriera ottiene in sequenza una birra, un gratta e vinci, un materasso in lattice e una foto autografata di Brad Pitt. Nome di Battaglia: Whatsamerican Boy.

Lupino: Tempo Effettivo 3:25:26 Tempo Dichiarato 2:30 Voto 8. Il manager che Adolf Dassler in persona ha indicato, prima di lasciare questo mondo, come il deputato a seguire le sponsorizzazioni dei più importanti club planetari, finalmente decide di aggiungere anche il gruppo allargato dei RiBelli alla sua scuderia e ci fornisce così una divisa che non avrebbe sfigurato in nessuno degli eventi più mondani della settimana della moda. Essendo una celebrità in terra di Germania, su tracciato si leggono una serie di cartelli a lui dedicati, appesi agli alberi nel bosco e con una scritta che abbiamo tradotto come: “Attenti al Lupino.” Durante la gara la bandana che gli sta in testa assume una posizione che ricorda da un lato uno dei Sette Samurai e dall’altro la Bella Lavanderina. Si assume il compito di tenere compatto il gruppo, come una sorta di cane da pastore super griffato, salvo poi accorgersi che color che pensava essere i suoi costanti compagni di corsa erano in realtà i pali catarifrangenti che delimitano il tracciato. Non ci sono immagini del suo arrivo trionfale, ma si racconta che ad aspettarlo di fosse direttamente la Merkel con due multe per eccesso di velocità da recapitargli. Nome di Battaglia: Toshirō Mifune.

Pirami: Tempo Effettivo 3:40:35 Tempo Dichiarato 3:04 Voto 8,5. L’uomo che molti ritengono la reincarnazione ai giorni nostri di William Wallace, non tanto per ideali e abilità militaresche, quando per la passione verso grida e versi gutturali senza senso e l’utilizzo sporadico di biancheria intima, si presenta in terra di Germania drogato come un cavallo da corsa e costipato come un trattore dismesso. Quando scopre che la divisa sociale non sarà Kalenji minaccia di ritirarsi, salvo poi ritornare sui suoi passi in seguito alla promessa di un contratto milionario col nuovo sponsor che promette anche di studiare la fattibilità di modificare il proprio nome e marchio in Piramidas. Per avere una speranza di sopravvivenza durante la gara tuttavia, comincia ad ingerire una serie di sostanze ricostituenti, vitamine ed eccitanti che avrebbero riportato in vita un dinosauro. Il fatto che prima della partenza nitrisca è la cosa che meno spaventa il resto del gruppo, intimorito maggiormente invece dal fatto che ciascuna goccia di pioggia quando lo colpisce diventi verde e si metta a sfrigolare. Regge bene il primo giro, poi i crampi lo rallentano fino a bloccarlo completamente in una torsione sofferente, tanto che alcuni del pubblico pensano faccia parte dello spettacolo e gli infilano qualche moneta in tasca. Nome di Battaglia: Jurassic Pirami.

Frada: Tempo Effettivo 3:53:56 Tempo Dichiarato 2:53 Voto 8 (Vincitore Cazzone Ambulante). Notizie recenti hanno confermato che ad Andrea sia venuta un’improvvisa ed inspiegabile passione per il pericolo. Ma sul momento la sua presenza ad una competizione così estrema è stata accolta con grande sorpresa e anche un pizzico di sollievo soprattutto in quei soggetti che non avevano ancora molto chiara l’entità dell’operazione. Avvolto in un sacco della spazzatura, tra una folla di nordici ululanti, non può esimersi da elargire sguardi parrocchiomani alla maggior parte dei partecipanti. Sul primo giro tiene tuttavia agevolmente l’andatura del gruppo, fino a staccarsi e poi perdersi subito dopo aver faticato per ingerire una barretta infangata che non si rende conto essergli in realtà caduta metri prima. I crampi lo accompagnano, mentre il Signore parte per il weekend per evitare di sentirsi chiamato in causa troppo spesso. Alla fine taglia il traguardo in stato di semi assideramento e chiede che gli venga somministrata della cicuta per mettere fine alle sofferenza. Grande Frada, noi tutti ti ringraziamo per la “partecipazione”. Nome di Battaglia: Se Corri Ti Sposo.

Davidone: Tempo Effettivo 3:53:56 Tempo Dichiarato 3:05 Voto 9. Quello che Costantino Vitagliano ha riconosciuto come il suo erede naturale parte per la terra dei crucchi alla guida di un automezzo tremila benzina che consuma come un piroscafo con una falla e ha l’autonomia di una bicicletta servoassistita. Parecchi pieni dopo, è anche lui pronto alla corsa e dietro la faccia che è un misto di “chi me lo ha fatto fare” e “stasera vi gonfio tutti” c’è l’orgoglio del tronista che per troppo tempo è stato lontano dal suo scranno. Posizionatosi in fondo al gruppo è li che resta per tutta la gara, staccandosi inesorabilmente ma arrivando alla fine con una prova che solo il carattere può spiegare. Non ci sono testimonianze fotografiche del suo passaggio nel tunnel di fango, ma alcuni sostengono che diverse pietre si siano spostate semplicemente perché lui le ha guardate male. Dopo la gara è stato avvicinato da un tipo del cinema in cerca di talenti, che gli ha confidato che sarebbe perfetto come controfigura di Stallone nel prossimo Rambo nella scena in cui osserva torvo una bottiglia di birra per convincerla a stapparsi da sola. Nome di Battaglia: C’è Posto Per te.

Lella: Voto 10. La nostra unica e commovente supporter ci accompagna per due giorni, come un fiore in mezzo ad un mazzo di carciofi. Durante la gara le vengono consegnati telefoni, volontà testamentarie e chiavi delle macchine per evitare che qualcuno sopraffatto dal mal tempo si dia vigliaccamente alla fuga. Nella nebbia del percorso la sua eroica presenza è praticamente invisibile, ma la consapevolezza che nel caso ci sia qualcuno a riconoscere le salme è una discreta consolazione. La sera invece assiste benevola ai fiumi di testosterone che si riversano su cose e persone, quasi senza freno. Effettua inoltre un magnifico servizio fotografico dell’intera spedizione che però non potrà essere mostrato interamente, visto che contiene scatti sui preparativi in cui sono evidenti: l’uso di sostanze stupefacenti, riti scaramantici vietati ai minori e progetti di omicidio rituale. Nome di Battaglia: Pora Lella.

Strongman Pagelle

Pagelle Primo Allenamento

Tronconi: Voto 7
Inconsciamente dimentica le scarpe da corsa a casa dicendo a tutti di avere dietro solo quelle da rugby. Il dubbio è che invece sia portato quelle da Salsa e Merengue pronto ad una serata danzante per il localacci della city. Possibilità ancora di più confermata da rifiuto dell’invito a cena successivo alla sfacchinata, adducendo una serie di scuse mugugnanti e poco convincenti. Tuttavia, calzando un paio di fanghe da aperitivo, tiene alla grande il passo e finisce anche in progressione, anche se le suddette calzature, dopo il trattamento, si spera verranno distrutte per non finire sul mercato nero come armi di distruzione di massa. Si auto dispensa dalle flessioni per un dolore al braccio destro le cui motivazioni è meglio non indagare, ma sugli…addominali si solleva qualche millimetro in più dei compagni, quindi sostanzialmente è l’unico che si solleva. Nome in Battaglia: Piedi di fata.

Depilati: Voto 6,5
E’ l’unico dl gruppo che azzecca il luogo giusto dell’allenamento, forse perché è stato proprio lui a deciderlo, ma son dubbi che è meglio non chiarire. Cerca subito di contrattare una riduzione dell’allenamento con una serie di argomentazioni che non riuscirebbero a convincere una ninfomane a darla via. Prosegue poi con tentativi di corruzione che però si arenano quasi subito quando propone un pagamento in ticket a novanta giorni. Affronta però ogni chilometro con decisione e come fosse l’ultimo, cosa che non lesina di dichiarare a presenti, passanti, antenati e posteri. Finisce la corsa con un buon ritmo ma fatica nella sessione di esercizi a terra, dove ci sono tartufi che si sollevano più di lui. Nonostante si sia iscritto ad una gara che prevedere di strisciare nel fango e attraversare pozze di acqua ghiacciata poi, lamenta fastidio ad appoggiarsi sul prato leggermente umido. Nome di Battaglia: Il Negoziatore

Pirami: 6,5
Decide di ricaricare le energie pre allenamento puntando tutto su una mousse che dichiara un 100% frutta, slogan ovviamente inventato da qualche markettaro per coprire una micidiale miscela indigeribile. Passa l’allenamento quindi in un silenzio sofferente interrotto solamente da sporadici ululati alla luna piena, tanto da far temere i suoi compagni di corsa che sia colto da principi di licantropia. La cosa però ha l’effetto di aumentare spontaneamente l’andatura generale del gruppo, con grande soddisfazione dell’allenatore. In preda anche a qualche allucinazioni scambia un gruppo di altri corridori per un gregge di pecore e cerca di inseguirle digrignando i denti, salvo poi ritornare sui suoi passi con qualche malinconico guaito. Si stacca negli ultimi cinquecento metri, ma recupera nella sessione di flessioni dove non è ancora chiaro se raggiunga un, ancora una volta, tacito armistizio col suo stomaco, o sfrutti alcuni rutti come potenza propulsiva. Nome di Battaglia: Ruttolo.

Pagelle Secondo Allenamento

Tronconi: N.C.
Non prende parte alla sgroppata, presentando un regolare certificato medico che ne attesta il rischio d’invalidità permanente nonché il sospetto di una probabile maternità. A ulteriore conferma di questa tesi, passa la giornata seduto alla scrivania, tracannando acqua e facendo scorrere la sedia per i corridoi per effettuare qualsiasi spostamento con la dimestichezza di ultranovantenne al supermercato. Presenta inoltre alcuni improvvisi cambi d’umore e si commuove fino alla lacrime quando un fornitore in difficoltà gli scrive per chiedere la possibilità di una riduzione di prezzo. Il coach magnanimo lo dispensa così dall’allenamento, ricevendo in cambio una teglia di biscotti fatti in casa, unita alla promessa di portare il futuro nascituro a fare il tifo per il resto della squadra. Nome di Battaglia: La Ines

Pirami: Voto 6/7
Si presenta in tenuta impeccabile alla partenza degli impianti, salvo poi accorgersi che dall’Arena non parte nessuna seggiovia e che siamo lì per correre e non per andare a sciare. Con un repentino cambio di divisa inforca così un fiammante completo griffato Kalenjy, cercando di convincere il resto del gruppo che il suddetto capo, nonostante sia fatto in Cina, in mezzo alle risaie, nel tempo libero da un gruppo di contadini, sia un prodotto di grande qualità. Tende a ricredersi quando il cappuccio della maglia tecnica si scioglie a contatto con le prime gocce di sudore. Poi si chiude nel suo solito silenzio sofferente, interrotto solamente da indecifrabili urli di battaglia che si propagano per il parco investendo ignare forme di vita che ne fuggono atterrite. Gli avventori dell’aperitivo di Piazza Sempione, questa mattina, raccontano di aver udito intorno alle nove un grido lancinante nella notte che strillava: “Libertàààààààààà”. Nome di Battaglia: Braveheart, Cuore in panico.

Depilati: Voto 7
Arriva all’allenamento con in bocca una banana e il telefono attaccato all’orecchio, ma non è chiaro se stesse discutendo con la madre o con un agente inferocito. Legato lo scooter, fa confusione e per diversi minuti va avanti a parlare attraverso la banana, salvo poi accorgersi dell’errore quando addenta voracemente il telefonino. Muove i primi passi dichiarando di soffrire di una lista di dolori da far invidia ad un minatore cileno. A parte le vene varicose e l’otite sembra non avere scampo da tutto il resto. Tiene tuttavia il passo fino alla fine, quando orgoglioso dichiara: “A fiato sto bene, ma le gambe, ma le gambe, a me piacciono di più.” Cosa che costringe il suo allenatore a fargli fare una sessione di flessioni supplementare prima che si lanci anche nell’imitazione della Carrà. Sfuggito tuttavia ad ogni possibile controllo, verrà avvistato a tarda notte, in un noto locale della movida Milanese, mentre balla su un tavolo, avvinghiato alla nota e misteriosa starlette, Yurika Rotschild, al secolo Immacolata Gargiulo. Oggi, subito dopo il video di Belen, nelle pagine di gossip, compaiono le sue foto. Nome di Battaglia: Jerry Depilati.

Pagelle Terzo Allenamento

Tronconi: N.C.
Prosegue la sua gioiosa permanenza nel centro di recupero per grandi invalidi e poeti estinti, allestito al settimo piano del building di via Montefeltro 4. Il reparto pediatrico che nello specifico lo ospita è attraversato dal fiume vorticoso dei gossip di chi si interroga su chi possa essere il secondo misterioso genitore del nascituro. I suoi colleghi più stretti asseriscono possa trattarsi di un fornitore di cinturini in pelle di coguaro con cui il Tronconi avrebbe intrattenuto una fugace e passionale relazione durante le trattative sul numero di capi da abbattere per coprire i volumi di Chronotech del 2012. Il quinto piano invece sostiene compatto che siamo in presenza dell’evento noto come “immacolata concezione”, un avvenimento miracoloso da collocare, nella scala delle possibilità, subito prima del raggiungimento del Budget 2011. All’ottavo invece, quelli del marketing non riescono a pendere una posizione chiara, tanto che qualcuno afferma: “Se non mi dite almeno fascia di età, metabolismo, educazione e pettinatura, come pensate possa mettere in piedi un Focus Group per capire chi è il padre?” Nome di Battaglia: Prenatal.

Depilati: Voto 7+
Per curare l’infiammazione che gli tormenta la caviglia, il suo coach gli suggerisce un metodo tanto antico quanto efficace, cioè applicare mentre dorme un impacco fatto d’argilla mischiata con acqua. Il Depilati si procura subito il necessario, ma non coglie l’implicito concetto che il suddetto preparato debba essere spalmato sulla parte dolente, così si prepara una sapiente maschera per la notte, aggiungendo anche due fette di cetriolo da mettere sugli occhi, e si corica beato. Risultato: il giorno dell’allenamento la caviglia gli urla ancora come un venditore di cocco da spiaggia, ma il nostro zoppo sfoggia orgoglioso una pelle delicatissima. Tuttavia, come direbbe Guido Meda, il ragazzo c’è. Scaracchiando come un lama costipato e sacramentando come un camallo di Pietra Ligure, sostiene tutte le ripetute. Cede solo sugli addominali finali, quando, in preda ad alcune visioni ed al timore che sia giunto il momento della triste mietitrice, confessa in lacrime ad una panchina, scambiata per una presenza divina, alcuni peccati di gioventù. Per la cronaca la panchina ne è uscita tanto scossa che da questa mattina è diventata un dondolo. Nome di Battaglia: Keyser Söze.

Pirami: Scheda di Autovalutazione
Considerato che Lorenzo, detto Il Pirami, al momento della seduta, si trovava momentaneamente all’estero, gli viene passata questa innovativa scheda di autovalutazioni che il suddetto è pregato di compilare, a valle del recupero dell’allenamento saltato, in modo da determinare da solo la sua votazione:
Prima Domanda: Come hai trovato l’allenamento?
a) Non me lo ricordo, mi sono svegliato al pronto soccorso di fianco ad un filippino che aveva fatto a coltellate con un connazionale.
b) Duro, ma salutare; ho solo qualche articolazione che si è smaterializzata, anche se non credo ne sentirò mai la mancanza.
c) Io corro come il vento che soffia.
Seconda Domanda: Hai avuto più problemi di gambe o problemi di fiato?
a) Per le gambe ho avuto un’esperienza tipo primo parto, ma a fiato avrei potuto seccarmi una stecca di Nazionali senza filtro cantando il Nessun Dorma.
b) Alla fine dell’allenamento ho affittato un polmone d’acciaio portatile ma sono andato a ballare latino americano con la fidanzata del filippino che stava al pronto soccorso.
c) Mi chiamano Wolf, risolvo problemi.
Terza Domanda: Quanto tempo di recupero hai lasciato tra una sessione di esercizi e l’altra?
a) Tra una sessione e l’altra ho fatto in tempo a pranzare, fare una siesta e vedere la puntata della sera prima di Grey’s Anatomy con my sky per ritornare indietro sulle scene più romantiche.
b) Ho aspettato circa trenta secondi, cercando di far passare i principi di crampi alla lingua e i preoccupanti accenni di convulsioni.
c) Il recupero è per chi non ha niente da fare.
Quarta Domanda: Quando hai iniziato a sentire la fatica, qual è il primo pensiero che hai avuto?
a) Che la terra di solito si guarda dall’alto in basso; poi ricordo solo una voce lamentosa in sottofondo, con chiaro accento filippino.
b) Che se questo è il terzo allenamento, al trentesimo sono previste anche le mine antiuomo?
c) Ho pensato: Fanculo!!
Quinta Domanda: Adesso che sai cosa ti aspetta: lo rifarai?
a) Scherzi?! Ho già contattato Amnesty International ed il Telefono Azzurro!
b) Diciamo che mi rifarei più volentieri le tette, ma se proprio non se ne può fare meno!
c) Certo, quello che facciamo, e rifacciamo, in vita, riecheggia nell’eternità.
Adesso in base alle tue riposte puoi accedere a una di queste tre votazioni:
Prevalenza risposte di tipo A: Sei pronto per la pensione e per fare la comparsa al prossimo presepe vivente della tua parrocchia e occhio che i ruoli da umani son già stati tutti assegnati. Dal punto di vista atletico ci sono cartelli stradali che sono più in forma di te. Voto 4 e Nome di Battaglia: Pio Bove.
Prevalenza risposte di tipo B: Sei arrivato in fondo e per questo meriti la sufficienza. Però attento che quando arrivi al sopracitato fondo si possono fare due cose; risalire, oppure cominciare a scavare. Voto 6 e Nome di Battaglia: Filippide.
Prevalenza risposte di tipo C: Sgamato!! Sei proprio un cazzaro, ma soprattutto guardi troppa televisione. Pensi veramente che la pressione che le tue chiappe esercitano sul divano, costituisca allenamento? Se fosse così Poltronesofà avrebbe come testimonial Usain Bolt e non quella culona della Ferilli! Voto 2 e Nome di Battaglia: Tornaaccasa Lessie.

Pagelle Quarto Allenamento

Tronconi: N.C.
Mentre prosegue la gravidanza, il resto del mondo libero s’interroga con apprensione sulle sue reali possibilità di giungere in fondo all’impresa agonistica che lo aspetta. L’incertezza attanaglia i mercati, le borse oscillano paurosamente, tengono botta solo le società che distribuiscono prodotti contro la caduta prematura dei capelli e le agenzie di pompe funebri. I potenti della terra intanto cercano febbrili soluzioni; una delle ipotesi più accreditata è quella di creare, sul tracciato di gara, una corsia apposta per le sedie a rotelle. Solo Berlusconi in conferenza stampa minimizza e dichiara: “Cribbio, se non incontra comunisti sul percorso, ce la può fare.” In Grecia dove il Tronconi fa risalire le sue antiche origini alla figura, quasi mitologica, del famoso imbalsamatore di coccinelle Tronconidis, l’attuale governo sta però pianificando un referendum per definire con quale rito funerario seppellirlo; in lizza ci sono la classica sepoltura in cassa di legno, oppure l’utilizzo di un innovativo sarcofago realizzato in policarbonato high tech. Nonostante molti pensino che la ragione sia il fatto che nessuno sa cosa sia sto cavolo di policarbonato high tech, il referendum sembra essere stato annullato poiché il Tronconi, durante una delle sue passeggiate nei giardini della Mangiagalli, è stato sentito dire che invece preferirebbe essere cremato e che le sue ceneri siano poi sparse sulla folla al prossimo concerto dei Pooh. Nome di battaglia: Piccola Katy.

Depilati: Volo 7,5
Si presenta alla partenza dell’ostilità, sfoggiando un tremendo completo ciclo-podistico che in qualche ingenuo del settore potrebbe richiamare l’immagine di una tenuta da bi o triatleta, ma che invece somiglia più all’abbigliamento di uno che torna a casa di corsa dopo che gli hanno ciulato la bici. Il cappellino all’indietro e il fatto che continui a ripetere, “piove, guarda come piove, guarda come viene giù, eeeoo”, completano poi quella che ha tutta l’aria di essere una migrazione di personalità, probabilmente dovuta allo sforzo, nel primo Jovanotti. Speriamo adesso non cominci anche ad andare in giro a dire alla ragazze che sono come la sua moto, soprattutto per il fatto che, visto e considerato il mezzo da tardo post bellico che utilizza, non suonerebbe un gran complimento. Saltando tra una pozzanghera e l’altra, come un canguro con il parkinson, tiene tuttavia il passo del gruppo, quasi fino alla fine, quando, tradendo un andatura stile struzzo sodomita, afferma un sospettoso: “Mi fanno male le chiappe.” Non indaghiamo le motivazioni, ma si registra un energumeno con pantalone mimetico e ombrellino che passava di lì in quel momento che lo insegue saltellando per chiedergli il numero di telefono. Nome di Battaglia: Chiappucci.

Pirami: Voto 6,5
Si gioca minimo il sette in pagella, arrivando in grave ritardo all’allenamento, cosa per cui rischia anche di essere lasciato al palo dal resto del gruppo. Mentre attende, cercando di capire se si sta realmente delineando una simile possibilità, in pieno attacco di panico, comincia a mandare sms a caso per la rete, tra i quali si contano: due minacce di morte, una dichiarazione di guerra alla Kamchatka (sulla quale passa molto tempo perché il correttore automatico non gli dice come si scrive), l’ordinazione di due involtini primavera, pollo alle mandorle e riso cantonese, un messaggio d’amore scritto in una lingua dell’est Europa, e un testamento olografo dove dichiara di lasciare tutti i suoi beni alle carpe del laghetto del Sempione e si firma Maurizia Paradiso. Per combattere la pioggia tradisce poi il suo prestigioso sponsor tecnico e opta per una tremenda k-way color dentifricio che lo fa sembrare un sacco per la raccolta differenziata. Ai suoi compagni confida infatti che la giacca da corsa che gli hanno fornito non è impermeabile, cosa che fa pensare che sia l’orgoglioso possessore del primo e unico cappotto griffato Kalenjy presente su mercato. L’azienda oggi però in una nota smentisce che tale capo esista e si riserva di prendere provvedimenti. Oltre a tutto questo, un’irritazione agli occhi, che il Pirami sostiene essere congiuntivite ma che sospettosamente risulta aver colpito anche molte altre persone vicino a lui, una volta resi pubblici i risultati delle vendite di Ottobre, lo costringe a sfoggiare un occhiale da vista che dopo pochi secondi somiglia al finestrino di un’autovettura di scambisti che fan baldoria. Solo il deserto totale che ci circonda gli evita sicure collisioni, stile Armagheddon, anche se, alla fine dell’allenamento, per placare la sete si abbevera ad una grondaia scambiandola per una fontanella. Nome di Battaglia:
Mister Magoo.

Pagelle Quinto Allenamento

Tronconi: 7,5
Sia all’interno del mondo laico che di quello cattolico, tanti sono concordi nel considerare questo il più clamoroso ritorno di un essere umano alla luce del sole dai tempi dell’uscita di Lazzaro dal sepolcro. Visto che è stato poi recentemente avvistato, a notte fonda, a mangiarsi un panino con porchetta e peperoni insieme alla deputata golpista Carlucci, alcuni sono propensi a pensare che un ruolo chiave in questa decisione lo abbia sicuramente avuto l’annuncio di dimissioni del Premier, personaggio con cui il Tronconi si è sempre sentito in acerrima e reciproca competizione. Quindi eccolo lì, all’ombra della mura dell’Arena, scattante come un percorso di carriera in Binda. Tiene agevolmente il riscaldamento anche se, sulle ultime ripetute, la sua preparazione fisica e spirituale viene messa a dura prova, tanto che, in preda a visioni mistiche, tenta di rimorchiare una fanciulla, con una giacca a vento giallo canarino, che si rivelerà poi essere un semaforo fuori servizio, sentenziando dopo il tentativo fallito: “Freddina, però ha un bel culo!” Poi si lancia in una sorta di training autogeno, sussurrandosi a denti stretti frasi del tipo: “Non fa male! Il più forte sono io! Chi la fa……la fa! Mamma son tanto felice! Non c’è due senza Tronconi.” Nome di Battaglia: George A. Romero.

Depilati: Voto 7
Si presenta all’allenamento trasportando in motorino il Tronconi, appollaiato come un koala e intirizzito come uno stecco ducale, causa la tenuta da surfista con cui avrebbe voluto prendersi gioco dell’imminente inverno. E’ evidente che, partecipando alla resurrezione del suo bagaglio umano, spera di ottenere anche gli altri benefit miracolistici che è risaputo essere parte del pacchetto, quali, tra gli altri, la possibilità di sgambettare sui liquidi, l’abilità di trasformare l’acqua in Amarone, la capacità di organizzare la rete agenti e il dono di moltiplicare pani e pesci oppure, più probabilmente, polenta vuncia e osei. Purtroppo per lui però, nonostante lo sforzo, il suo EBITDA morale non risulta ancora in linea con le aspettative, quindi gli tocca continuare a fare i conti con la gravità, la fontanella fetida, gli agenti incazzati e i panini del Magenta, su cui notoriamente viene applicata una marginalità minima del 75%. Comunque tiene discretamente il ritmo, tra uno sputo che suona sacrilego e l’altro, anche se, memore di sofisticate nozioni tecnico scientifiche acquisite in anni e anni di studio, ad ogni giro si tiene costantemente nella corsia interna per bracconare metri. Sull’ultima serie ha esaurito la saliva, ma dovrebbe aver scaracchiato in giro abbastanza per ritrovare la strada di casa. Nome di Battaglia: Pollicino.

Pirami: Voto 7/8
L’uomo di punta della Kalenjy arriva che l’allenamento ha già ampiamente doppiato la boa di metà percorso con la scioltezza di un cacciatorpediniere della prima guerra mondiale. Ovviamente, causa l’imbarazzo che la sua tenuta ha causato al proprio sponsor la settimana scorsa, questa volta si presenta griffato fino alle ossa, e, memore dei pericoli di collisione dell’ultimo allenamento, si vocifera si sia fatto anche installare una protesi odontoiatrica firmata, che si illumina ogni volta che apre bocca e che serve come faro di segnalazione nella nebbia. Il solito silenzio in cui si chiude quasi subito però, non permettono di verificare e quindi di scongiurare ulteriori rischi d’impatto con altri innocenti corpi mobili intenti a sfidare la prima bruma meneghina. Tuttavia, per non sfigurare agli occhi del resto del gruppo, salta a piedi uniti il riscaldamento e si getta subito in una delle micidiali ripetute di trecento metri a cui gli altri si stanno sottoponendo. Risultato, dopo un paio di minuti respira già come un asmatico ad un ammucchiata e ha la mobilità articolare della cancellata di un cimitero. Il Pirami però a questo giro dimostra grande cuore, ne è prova il fatto che, quando i suoi compagni finiscono il trattamento medioevale, lui continua imperterrito per recuperare i kilometri perduti, avventurandosi solitario dentro il tetro parco che sta per essere serrato, dichiarando un innocente: “Faccio ancora un giretto, prima che mi chiudano dentro” Da allora nessuno lo ha più visto, ma qualcuno azzarda abbia tentato di ritrovare la libertà attraverso le fogne e sia sbucato nel mezzo dell’Adriatico, dove un gruppo di scafisti coscienzioso ha deciso di portarlo in quella che ha pensato fosse la sua destinazione, l’Albania. Oggi la sua foto è stata comunque diramata presso i più importanti mercati ittici con la richiesta che sia restituito intero e non a tranci. Nome di Battaglia: Capitan Findus.

Pagelle Sesto Allenamento

Tronconi: N.C.
Dopo la grande prestazione della scorsa settimana, un abbassamento repentino della placenta, seguito da un sospetto calo dell’appetito sessuale e della lucentezza delle sopracciglia, convincono il Tronconi a rimettere le scarpe nell’armadio, vicino alle amate ciabatte di Winnie the Pooh, per ritornare nella sua beata, ma speriamo non definitiva, convalescenza. Il suo medico, che è lo stesso di Del Piero e Varenne, definisce la decisione “sofferta, ma necessaria”, mentre la stampa, alla ricerca dell’ennesimo scoop, sostiene ci sia un chiaro collegamento con il malore che ha colpito Cassano il mese scorso e che compaiano degli evidenti sintomi comuni, primo tra tutti la conoscenza particolare della Consecutio Temporum e dei congiuntivi. Il nostro eroe però, informato di tali illazioni nella sua residenza invernale in Valle Spluga, dove è diventato testimonial di una nota azienda alimentare, che qui non possiamo citare per evidenti ragioni di riservatezza, smentisce categoricamente la cosa sul suo famoso blog “Il Tronconi della Felicità” con una nota stizzita: “Posso solo dire di non aver mai avuto rapporti con questa Consecuzio o coi suoi parenti. Il mio avvocato, Carlo Taormina, si sta occupando della faccenda. ” Nome di Battaglia: IL, Castiglioni e Mariotti.

Depilati: Voto 7+
Si presenta all’allenamento, lamentando affaticamenti muscolari dovuti ad altre tremende attività sportive sostenute in settimana, tra cui: una lezione teorica di gambe e glutei tenuta in palestra dalla sorella gemella di Yul Brynner, una partita di tennis (si vocifera da tavolo), il calcetto (forse Balilla) con i dopolavoristi dell’Aler ed un’estenuante sfida a briscola chiamata, nella quale ha dovuto fare uso di integratori per calmare i crampi che l’utilizzo assiduo del linguaggio dei segni notoriamente comporta. Non è una cosa risaputa, ma gli ultimi campionati italiani di questo gioco si sono tenuti a Napoli nel ’78, causa i lunghi tempi di recupero che tale disciplina pretende. Nonostante l’impressionante elenco di fatiche però, il Depilati affronta tutte le ripetute con un’andatura più che dignitosa e soprattutto che tende a ricordare in sequenza parecchie delle specie animali attualmente conosciute, tanto che Piero Angela lo ha già contattato per fargli fare il suo assistente dimostratore Live; dal mondo vegetale da cui si partiva comunque, è un chiaro passo in avanti e una dimostrazione lampante che gli allenamenti funzionano. Per fare alcuni esempi concreti, nei primi chilometri tende a somigliare ad una gazzella impagliata, per poi proseguire con l’andatura stile bufalo affetto da scogliosi e terminare con il suo marchio di fabbrica, la cadenza a struzzo radioattivo. In giro si dice anche che, prima di uscire dall’ufficio la sera, si eserciti nel passo del Giaguaro, uno stile ricercato e appreso direttamente da qualcuno molto amico dell’appena citato felino, ma per ora sono solo dicerie. Nome di Battaglia: Andalù.

Pirami: Voto 7
Nonostante la salute cagionevole, il parrucchiere che gli ha sbagliato la tintura e la trasmissione in prima serata di Marcellino Pane e Vino, film per cui il Pirami ha un’inspiegabile e quasi maniacale passione, si presenta alla seduta in un arrogante tenuta primaverile e come sempre griffatissimo, salvo un paio di calzettoni di spugna che, se usati impropriamente, potrebbero causare suicidi di massa nell’ambiente delle befane attualmente in circolazione. È indiscutibilmente l’uomo che sta portando il marchio Kalenji a divenire un affermato brand multinazionale, multietnico, multi-vitaminico e multi-sessuale tanto che la distribuzione ha ormai superato la cerchia dei Navigli e punta dritta alla circonvallazione esterna, mentre l’industria del porno ha espresso un interessamento a chiudere un accordo di esclusiva per vestire i suoi attori. Il fondatore, Ideoshi Kalenji, ha addirittura dichiarato: “Lorenzo…..è il figlio che avrei dovuto avere se non avessi sempre incontrato sulla mia via solo donne lascive.” Frase che alcuni maligni traducono più come: “se avessi smesso di andare a mignotte.” Sordo alle male lingue e colpito profondamente da questa dimostrazione di affetto, si dice che Pirami si sia già rivolto all’anagrafe per cambiarsi il nome di battesimo in Lorenji. E il peso delle responsabilità non sembrano poterlo fermare, anzi lo trascinano oltre i chilometri ed il raffreddore, anche se ogni volta che si soffia il naso perde un paio di metri sul gruppo causa propulsione inversa. Essendo campione provinciale di rutti, in questa circostanza, il suo prezioso talento gli si rivolta contro e alla fine di tutte le soffiate avrà quasi un giro di ritardo. Nome di Battaglia: Satchmo.

Pagelle Settimo Allenamento

Tronconi: Voto 7/8
Nonostante il parere decisamente contrario dell’equipe, composta da medici, veterinari ed igieniste dentali, che lo sta seguendo, il figlio prediletto della Lainate che conta si è sentito in dovere di abbandonare la convalescenza e schierarsi nuovamente alla consueta seduta medioevale del giovedì sera, soprattutto per chiudere la bocca a coloro che insinuano continuamente di averlo visto sul viale del tramonto. In una toccante intervista rilasciata all’Eco di Caronno Pertusella e pubblicata sulla seguitissima rubrica “Anche I Minotauri Hanno Un Cuore” ha infatti recentemente dichiarato: “Non so neanche dove sia questo Viale Deltramonto, sul Tom Tom non si trova!” Detto ciò, il Tronconi parte a sgroppare, spumeggiante come una cassa di prosecco e leggero come una terrina di fagioli con le cotiche. Si insinua nella notte con una naturalezza che farebbe invidia a Pacciani e soci, e al termine di ogni ripetuta si tasta la pancia per vedere se comincia ad affiorare la tanto ambita tartaruga, comportamento che però ha convinto il resto del gruppo a recarsi questa mattina presto, presso il negozio specializzato “Animali x Animali”, a comprargli un esemplare di Testudo Marginata, una specie originaria del Peloponneso, non particolarmente longeva tra le tartarughe, ma che dovrebbe comunque vivere abbastanza per fornire supporto tattile al discendente di Tronconidis nell’attesa che l’agognata struttura addominale prenda forma. Nome di Battaglia:Via Col Ventre.

Depilati: Voto 7+
Arriva all’allenamento con la freschezza di un artificiere che ha combinato un casino sul posto di lavoro. Come sempre, ancora prima di cominciare la sessione, tenta pratiche di ferrea negoziazione per ottenere riduzioni sulle ripetute, sconti in fattura, dilazioni di pagamento e un complicato assorbimento delle variazioni sull’IVA. Le trattative che si tengono tra Israele e Hamas mediamente hanno risultati migliori. Il suo look misto Rocky e Lucio Dalla è ormai un punto di riferimento tra gli atleti vintage della circonvallazione interna e un‘indiscrezione sostiene che una nota casa produttrice di rasoi lo voglia come testimonial della sua nuova linea di prodotti, per la quale ha già inventato il claim: “Lisci come Depilati.” Nonostante tutto questo successo però, il Marco Dep mantiene decisamente i piedi per terra, anzi, oserei direi che lì tiene decisamente inchiodati a terra, soprattutto negli ultimi kilometri quando non riuscirebbe a scavalcare una pagina della Gazzetta dello Sport neppure con la ricorsa. Negli minuti finali però ritrova l’orgoglio e la spinta muscolare dei tempi migliori, anche se c’è più di un sospetto che a mettergli pressione siano soprattutto gli addetti del parco che cominciano a sprangare i cancelli e a scavare sospette buche un metro per due. Nome di Battaglia: March III

Pirami: Voto 7
In una serata che avrebbe potuto tranquillamente congelare le estremità ad un eunuco originario della Lapponia, si presenta, come sempre in spavalda tenuta tardo primaverile, l’uomo che ha fatto della sua griffe non solo un modello di abbigliamento ed uno stile di vita, ma addirittura una corrente politico-filosofica che già qualcuno annovera tra i grandi pensieri del nuovo secolo. Sostenendo infatti che la figura di Lorenzo, in attillata tenuta anticoncezionale, possa essere vista come la parabola evolutiva del superuomo di Nietzsche, ovviamente deragliato in modo irrecuperabile verso l’abisso, molti studiosi sono concordi nell’affermare che se Zarathustra vivesse ai nostri giorni, anche lui sicuramente vestirebbe Kalenji. Comunque, tralasciando queste sterili discussioni accademiche, il futuro Lorenji, oltre ai soliti capi personalizzati e progettai sul suo fisico da umidificatore di francobolli, sfoggia una braga total black aderente che neanche Nureyev avrebbe osato indossare se a carnevale lo avessero convinto a vestirsi da Diabolik. Negando poi che il capo sia in realtà uno stratagemma per essere ammesso al coro di voci bianche della filarmonica di Abbiategrasso, posizione che il nostro testimonial sogna da tutta la vita, il Pirami si applica nell’allenamento, sostituendo però le sue solite esclamazioni alla William Wallace, con qualche strofa a tono presa in prestito dai Bee Gees. Neanche a dirlo che termina la seduta con un liberatorio: Ah, ha, ha, ha, Stayin’ alive, Stayin’ alive, Ah, ha, ha, ha, Stayin’ aliiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiive. Nome di Battaglia: Tony Ma Nero.

Pagelle Ottavo Allenamento

La FIPA (Federazione Italiana Pagellisti Accreditati) ha dichiarato la revoca immediata dello sciopero che ha agitato il mondo del pagellismo negli ultimi quindici giorni. I rappresentati delegati hanno infatti dichiarato che sono state accolte quasi tutte le richieste, in particolare il rinnovo del contrato collettivo, l’esenzione dell’IVA sullo scambio di figurine e la non applicabilità della tassa per i beni di lusso sui canotti gonfiabili sotto i cinque metri e i materassini di qualsiasi dimensione a forma di coccodrillo. Infine la federazione ha fatto sapere di ringraziare profondamente tutti colori che hanno dimostrato vicinanza e solidarietà nell’ultimo periodo, in particolare due note associazioni private: I Pagellari della Notte e gli Amici della FIPA.
Ora, ecco le pagelle

Tronconi: Voto N.C.
Mentre la maggior parte del mondo civilizzato segue con apprensione il suo altalenante stato di salute, e in particolare le condizioni della creatura che porta con se in grembo (tutto a discapito degli ascolti del Grande Fratello 12 che rischia la chiusura), il Tronconi recupera le forze in una sperduta località segreta, raggiungibile solo via corriere a dorso d’asino o a pelle di foca, oppure semplicemente a pecora. Lì sembra si diletti a compilare richieste di acquisto in pentametri giambici e stia portando a termine anche un’opera autobiografica scritta a quattro mani con un Border Collie di nome Ginger. La sua storia strappalacrime, di giovane trivellatore di provincia, prima sedotto e poi abbandonato, ha comunque già superato le Alpi e l’oceano, tanto che la Paramount è in trattativa per produrre un adeguamento cinematografico intitolato “Vento di Tronconi”, lungometraggio di cui non si sanno bene ancora i dettagli, ma visto che c’entra molto probabilmente la tematica del meteorismo, si parla della presenza di Bruce Willis nella parte del protagonista e della partecipazione straordinaria dell’indimenticabile Grecia Colmenares nel ruolo di una perfida zia. Per gli effetti sonori invece sono stati già contattati i Black Sabbath ed anche un noto personaggio toscano di cui però al momento non si possono svelare le generalità, perché sembra debba ricevere il via libera dal suo intransigente sponsor personale. Nome di Battaglia: Eolo.

Depilati: Voto 8-
Mentre il gruppo si accinge ad iniziare la nota sessione di allenamenti serali, Roberto Bolle si presenta alla questura centrale di Milano per denunciare la sparizione del suo abito di scena e della sua collezione di parrucche anni ‘60. Nonostante insista a giurare che al momento del furto si trovasse in un noto centro estetico per felini, luogo dove effettivamente il Depilati è stato visto in passato aggirarsi sebbene non possieda gatti, il biondo di Bolzano resta uno dei principali indiziati, visto il nuovo pantalone contraccettivo nero che indossa con grande orgoglio ed altrettanta ingenuità. L’inesperienza di sfidare l’inverno meneghino, con un capo destinato ad attività al coperto, si rivela infatti fatale già dopo pochi chilometri, quando un principio di congelamento diventa prima fastidio all’attività motoria, poi palese insensibilità locale ed infine rischio fondato di compromettere prestazioni a supporto, anche fittizio, della continuità alla specie. Sebbene il resto del team gli sia spiritualmente vicino in un simile brutto momento, la sua proposta, in vista della prossima seduta, di rafforzare l’intera situazione, utilizzando elementi isolanti di riempimento, tipo cotone o gomitoli di lana, viene immediatamente rigettata, perché darebbe alla squadra un’immagine difficilmente difendibile davanti ad inevitabili conseguenze legali. Nome di Battaglia: Tafazzi.

Pirami: Voto 7
Nelle due settimane in cui è stato lontano dalla scena, le vendite del marchio Kalenji hanno conosciuto un tremendo picco negativo che rischia di compromettere l’intero risultato economico dell’anno. Per correre ai ripari, la nota casa di abbigliamento tecnico sportivo ha stabilito azioni commerciali forti a sostegno del brand, prima fra tutte la decisone di omaggiare tutti i suo clienti con una raccolta originale di disegni fatti da Lorenzo durante le scuole elementari e intitolata: “Piramidi di Pirami”. Per la cronaca, la prefazione e la guida alla lettura delle immagini sono state affidate al Mago Otelma con la supervisione di Gigi Marzullo. L’uomo più griffato del momento però, sente il peso della responsabilità e si presenta in Sempione per risollevare le sorti del suo sponsor e, a catena, dell’intero sistema economico, come un domino di cui il colosso nippo-cino-brianzolo è un fondamentale tassello. Questa volta oltre alla solita tenuta da mimo disoccupato, sfoggia anche un prestigioso impermeabile per onorare uno dei personaggi a cui il Pirami ispira molto del suo approccio in società: l’ispettore Colombo. Il risultato finale però è quello di sembrare il primo maniaco velocista della storia (vi prego di osservare la diapositiva esplicativa e in particolare l’espressione chiaramente adescatrice). Il ragazzo tiene comunque il passo i primi chilometri, ma con l’aumentare della distanza si chiude in una tetra respirazione baritonale che sfocia in una sconvolgente dichiarazione finale con cui si rivolge al Depilati: “Depi, io sono tuo padre!” Nome di Battaglia: Dart Fener.

Pagelle Nono Allenamento

Tronconi: Voto 8
Dopo aver appreso che il suo test di maternità era stato invece scambiato con quello Karima El Mahroug, meglio nota come Ruby Rubacuori, a causa dell’incredibile somiglianza riscontrata nella foto sul profilo di face book, e che quindi il gonfiore e i dolori allo stomaco non erano dovuti alla dolce attesa ma a una dieta sperimentale a base si pasta e ceci e chinotto, il Tronconi decide di festeggiare la notizia direttamente all’aperitivo aziendale, dove alcuni buontemponi lo convincono che funzioni come una gara campestre, dove il bar è il punto di ristoro ed il liquido rosso servito sia una bevanda energetica tipo Gatorade al pompelmo. Davide comincia così a girare per la stanza più velocemente possibile, pensando di trovarsi in un vero circuito podistico, e tracanna tutti i bicchieri, apparentemente incustoditi, che trova ogni volta che passa in prossimità del bancone. Il risultato finale sono dodici ore di possessione demoniaca, risolte solamente con l’intervento diretto di Monsignor Milingo, invitato casualmente alla serata perché, si vocifera, ci sia un interessamento da parte della proprietà, per farne il nuovo testimonial Tribe by Breil 2012. All’allenamento però, Troncons si presenta fresco come un cinghiale in gita a un mattatoio e con la gamba di quando frequentava ancora gli alcolisti anonimi. Solo sugli ultimi chilometri, con la respirazione affannata che tradisce ancora un certo aroma di benzina, rischia di dare fuoco a parte delle vegetazione circostante. Nome di Battaglia: Trinconi.

Depilati: Voto 8,5
Il prestigioso istituto di rilevazione statistica l’Arca di Noè, dopo diverse interviste ad un campione significativo della popolazione indigena, lo mette per il secondo anno consecutivo tra i primi tre fidanzati ideali della zona Musocco, subito davanti al personal trainer di Montefeltro 4, detto Mastrolindo, e dietro al dominatore incontrastato della classifica, cioè il pizzaiolo egizio dal nome impronunciabile soprannominato Seiescinquanta, imbattibile per la sua abilità a trovare posto a chiunque di presenti a mangiare con qualunque condizione di affollamento (a volte gli avventori del locale vengono anche impilati per poter essere serviti). Il Depilati così, pur mantenendo il suo tradizionale savoir-faire altoatesino, decide di celebrare la notizia sgasando ed impennando il suo mezzo da manager rampante della circonvallazione interna, come un cacazzirro con il Booster truccato. Le conseguenze sono una serie di lesioni lacero contuse che sfoggia con orgoglio all’allenamento. Il passo però non tradisce dolore, anzi l’andatura è spigliata, agile e leggera come quella di uno stambecco impagliato. Sull’ultimo tratto azzarda addirittura un allungo, che pagherà profumatamente quando, giunto ala fine, si accorgerà che la tutina aderente stile Ian Thorpe, che calza come una seconda pelle, ha particolarmente adempiuto alla funzione, fondendosi con le ferite. Per liberarlo viene fatta intervenire una setta locale nota come Gli Unti del Sempione, una congregazione famosa per i cori a cappella e la passione per la vaselina. Nome di Battaglia: Zacopauro

Pirami: Voto N.C.
Nonostante si sia più volte prodigato a dichiarare che le sue anticipate vacanze in Australia abbiano invece esclusivi scopi professionali, primo fra tutti la promozione del nuovo rivoluzionario marsupio Kalenji, chiamato, dopo un grande lavoro di marketing, Marsupienji, e sebbene abbia poi sottolineato che durante il tempo libero comunque si allenerà, cercando di carpire i segreti del misterioso passo del canguro per insegnarlo finalmente all’impaziente Depilati, che da mesi cerca di riprodurlo con scarso successo, il viaggio di Lorenzo rischia di diventare la più clamorosa fuga pre natalizia all’estero dai tempi di Giuseppe e Maria. In tutta l’Oceanina, dove già temono che le doti di promotore del Pirami porteranno perfino i marsupiali locali a dotarsi di nuova tasca ventrale ultra griffata, si prendono ferree contromisure, tanto che il governo ha già allo studio un decreto legislativo per concedere l’esenzione dell’ICI agli aborigeni ed estendere il diritto di voto referendario a tutti i koala che rifiuteranno gli elogi del colosso nippo-cino-australo-brianzolo. I suddetti Koala però, davanti a tali indiscrezioni, hanno spalancato le braccia dubbiosi, cosa che ne ha fatti precipitare la maggior parte, tanto da mettere subito in crisi il pur organizzatissimo sistema sanitario locale. Nome di Battaglia: Lorenzo D’Australia.

Vernazza: Voto 7
La new entry della prestigiosa pattuglia podistica che ogni giovedì sfida letteralmente le ombre del Sempione nel antico gesto della corsa, si presenta alla seduta dicendo di essere riuscito a svicolare da moglie e figli, dichiarando che sarebbe andato a prendere le sigarette e che per fare in fretta ci sarebbe andato di corsa, affermazione che lo rende sostanzialmente esente dall’aver raccontato menzogne, cosa disdicevole soprattutto durante il periodo natalizio; il fatto di non fumare poi non costituisce fatto rilevante. Abituato a correre col cane, non trova difficoltà ad integrarsi subito nel gruppo, anche se i suoi compagni tradiscono la mancanza di un collare e soprattutto della targhetta di riconoscimento, elemento che sarebbe molto utile anche per loro in caso di smarrimento. Il Tronconi tranquillizza tutti però sostenendo di essersi tatuato i suoi dati anagrafici su una chiappa dopo qualche drink di troppo alla sua festa di diploma. Il Vernazza, che di primo nome fa Mario, come tutti i liguri che si rispettino, cerca subito col sotterfugio di mettere in difficoltà gli avversari, bombardandoli di domande per farsi raccontare la storia della loro vita e consumargli così fiato prezioso. Rimane deluso però quando il Tronconi interviene di nuovo dicendo che nel suo passato ci sono un sacco di cose che non ricorda più e non sa darsene motivo. Tiene comunque alla grande l’andatura, anche se sul finale dimostra di pagare le prime tre settimane di vita del pargolo, nato con sospetto fuso orario biologico cinese. Nome di Battaglia: Marzullo

Le pagelle adesso vengono sospese per almeno un paio di settimane, ma torneremo il prossimo anno più dissacranti e pungenti di prima. Tuttavia, visto che è Natale, vi lascio per le vacanze una cosa che ho scritto tempo fa, sperando che per qualcuno sia la motivazione a non smettere di correre, e per qualcun altro sia magari la scusa per cominciare a farlo o per fare comunque qualcosa di un po’ folle, perché vedete, sia che si parli di sport, sia che ci si trovi davanti a piccole manie o sentimenti indistruttibili, la follia spesso non è altro che il rovescio di un disegno che gli altri scorgono ma che solo a noi a dato ammirare, un disegno che si chiama passione.

Pagelle Decimo Allenamento

Dopo solo una settimana di confortante silenzio natalizio tornano, irriverenti come una gita scolastica e spietate come una donna rifiutata, le pagelle dei RiBelli, perché qui non ci si ferma, ma si scrive come si corre, cioè non si guarda in faccia nessuno, e si corre come si scrive, cioè senza pensare bene a quello che si sta facendo. Buona lettura.

Tronconi: Voto 7
Nonostante, alla fine de periodo natalizio in Valtellina, l’esaurimento di tutte le scorte di alcolici abbia costretto perfino i San Bernardo locali a partecipare alle operazioni di soccorso con le fiaschette piene solo di latte di mandorle Condorelli (che al momento delle operazioni appariva tra l’altro sotto forma di allappatissima granita), il Tronconi, di ritorno da Bormio e parzialmente sospettato di avere a che vedere con il problema, si presenta all’allenamento in splendida forma e tirato a lucido come lo stecco di un ghiacciolo usato nel promo di un film hard. L’abbigliamento è poi quello delle grandi occasioni, la divisa ricorda un quadro di Picasso, ammirato facendo bungee jamping, mentre la capigliatura aerodinamica gli permette di fendere agevolmente l’aria e contemporaneamente emettere un suono che ricorda molto l’inizio di Questo Piccolo Grande Amore. E anche Davide, facendo sprezzo dell’inverno, indossa la sua maglietta fina e corre affannato dietro a stelle cadute, salvo poi scoprire che sono petardi avanzati da capodanno e lanciati per aria da un gruppo di napoletani ubriachi. Terminati i tredici chilometri vorrebbe addirittura iniziare un percorso vita fatto di addominali e flessioni, ma il ritrovamento della salma di un podista congelato in un cespuglio e risalente probabilmente a prima pre Natale lo convince ad evitare la pensata e a guadagnare al più presto un riparo caldo. Certo, tra mille anni il Tronconi ibernato avrebbe potuto anche valere qualcosa, ma meglio evitare che i posteri lo trovino e pensino di aver scoperto una nuova specie, il Sempionepitecho, anello di congiunzione tra l’uomo e il Negroni. Nome di Battaglia: Homo Piegatus.

Depilati: Voto 8
A Bolzano, dove l’eco dei racconti sui suoi indomiti allenamenti ha fatto si che il comune gli abbia intitolato, con una commovente cerimonia pubblica presentata da Orietta Berti, il circuito di una pista Polistil allestita presso il locale circolo Arci per bocciofili disabili, dicono di averlo visto allenarsi correndo senza sosta sui monti, inseguendo tutti gli animali dotati di corna (quindi se stavate correndo per i monti e vi seguiva il Depilati fatevi delle domande), come dimostrerebbe lo scatto rubato e che trovate in allegato alle pagelle, in cui il profilo sudtirolese del Depi è inconfondibile davanti ad un panorama che molti riconosceranno. Talune donne (compreso un certo Piero M…zo che vuole restare anonimo in quando personaggio pubblico) mi hanno scritto sostenendo che sono certe che in quel preciso momento il Depilati stesse gridando il loro nome, ma la dura verità è che quasi sicuramente la foto sia stata scattata a Marco appena sveglio e che in realtà si stia semplicemente stiracchiando, come confermerebbe l’insostituibile berretto da notte che porta e che usa sempre per dormire. L’interessato per ora non commenta, tuttavia sicuramente durante la vacanze qualche faticosa seduta deve averla sostenuta, come conferma il passo a tacchino ripieno con cui affronta l’allenamento. Sugli ultimi chilometri si lancia addirittura in un allungo per guadagnare più di due sputi sugli accaniti inseguitori, ma la mancanza di saliva lo tradisce. Nome di Battaglia: Rocco Balboa

Pirami: Voto N.C.
Dall’Australia, dove l’ultimo avvistamento del Pirami risale alla notte di San Silvestro, mentre, travestito da Renato Zero, cercava di limonare una testuggine marina che si era attardata sul bagnasciuga di una spiaggia appena fuori Sidney, giungono voci inquietanti. La più accreditata è che Lorenzo sia stato poi arrestato all’aeroporto mentre cercava di espatriare dal paese clandestinamente, nascosto nella tasca di un canguro di nome Walter, tradito alla dogana da un sospetto odore di talco Hip-hop che ha allertato alcuni cani anti droga. L’ambasciata per ora smentisce il fermo, anche se il gruppo Kalenji in una nota ufficiale prende le distanze dall’episodio e sostiene la sua vicinanza ed il suo apprezzamento per tutte le tartarughe australiane e non, anticipando che entro la prossima estate gli sarà anche dedicata una collezione ad hoc, di cui comunque il Pirami è confermato testimonial insostituibile. In patria continuano invece i preparativi per il suo ritorno a casa; alcuni nutrizionisti di fama mondiale stanno mettendo a punto un regime alimentare esclusivamente a base di suffumigi alla cannella per depurarlo dagli eccessi alimentari, mentre per il programma di allenamento che lo rimetterà in forma sono stati interpellati numerosi esperti adatti al compito, tra cui due Yokozuna radiati dalla federazione Sumo per molestie sessuali ad un orso bruno ed un ufficiale della polizia segreta di Saddam che vuole restare anonimo in quanto condannato in contumacia a trentacinque ergastoli per crimini contro l’umanità. Nome di Battaglia: Pasquale Cafiero.

Tomanelli: Voto 6,5
New entry o guest star? È una di quelle eterne domande senza risposta, un quesito senza tempo né forma, un po’ come quando ci si chiede perché cada un quadro, o come mai le stelle siano solo teste di spillo nel mantello della notte, o ancora per quale motivo l’Inter abbia scambiato Pirlo per prendere quel cocainomane di Coco. Non saremo mai pianisti agorafobici, né immortali, né direttori sportivi nerazzurri per poterlo sapere. Resta il fatto che Giulio si presenta a sorpresa all’allenamento acchitato come un pattinatore di velocità e scortato da due quattrocentisti semi professionisti che lo accompagnano per i primi chilometri come due caccia farebbero con l’Air Force One. Persa la protezione, mantiene comunque il ritmo del gruppo per circa tra quarti del tragitto, quando in preda a visioni mistico ascetiche comincia ad emettere suoni gutturali che ricordano quelli di un bonzo in meditazione. Parte così ad elencare una serie impressionante di scuse puerili per potersi fermare anzi tempo, tra cui le più credibili sono: mi ha chiamato Vittorio Emanuele e c’è un kamikaze che minaccia di far esplodere il B-Hip, mi ha chiamato Buenos Aires e le collane feeling prendono vita cercando di strangolare i clienti, mi ha chiamato mia moglie dicendo di fare con calma che tanto deve venire il tecnico di Sky, ma noi abbiamo il digitale terrestre. Poi si confonde con le ombre e sparisce nella notte del Sempione. Sarà ritrovato solo questa mattina incagliato sul fondo del Naviglio che ha cercato di guadare con un carrello sottratto al supermercato. Nome di Battaglia: Gatto Giuliano.

Pagelle Undicesimo Allenamento

Tronconi: Voto N.C.
Dopo la prestazione da cine panettone della settimana scorsa, il Tronconi manda avanti un certificato medico di dubbia validità, in quanto rilasciato da una certa clinica veterinaria “Fate Bene ai Cammelli”, con lo scopo di saltare il temutissimo medio lungo che il coach ha programmato per allietare la serata. La malattia diagnosticata è orchite celebrale. Le male lingue tuttavia dicono che in realtà Davide stia cercando di lasciare il paese per sfuggire ad un accertamento delle guardia di finanza che gli contesta alcuni pesanti reati. Nel suo PC infatti, oltre alle solite fatture sbianchettate, sembra che siano stati rinvenuti anche contenuti illegali di odiosa natura, come materiale piedo-pornografico, che si riferisce ad attività erotiche che utilizzano esclusivamente gli arti dal ginocchio in giù, e parecchie immagini di paleozofilia, che riguardano pratiche sessuali in cui sono coinvolti animali estinti. Le foto che accompagnano l’articolo e che pubblichiamo in esclusiva sembrano confermare queste voci. Mentre la seconda, animalesca, deviazione non trova alcuna spiegazione, per la prima ci ha scritto la prima fidanzata del Tronconi, che però vuole rimanere anonima, sostenendo quando segue: “Non sono per niente stupita di questa notizia. Io gliel’ho sempre detto che lo faceva con i piedi.” Nome in Codice: Piè di Porco.

Depilati: Voto 7/8
L’inverno non arriva, sulle montagne è più facile pascolare che sciare, così il Depilati è costretto ad indirizzare la sua inarrestabile vena competitiva in una serie di discipline sportive estremamente impegnative quali corsi di yoga per trapassati, tornei di calcio insaponato e partite alla Pepatencia. Tra questi ci scappa anche qualche sfida sociale a tennis con qualche dirigente dell’azienda, incontri stile Fantozzi versus Duca Conte Cattellani, con le quali il Depi spera di garantirsi vantaggi lavorativi futuri. Problema è che lo spirito strong man ormai lo ha pervaso nel profondo, così finisce per farsi prendere la mano, massacrando i suoi stupiti avversari, ischerzandoli e terminando la serata lasciandogli anche incisa sul cofano della macchina l’inconfondibile marcio della grande L. Inutile dire che la promozione ad responsabile alla sostituzione dei boccioni dell’acqua è dietro l’angolo. Il Nureyev di Bolzano tuttavia per quasi tutto l’allenamento appare fresco e agile come uno sposo la prima notte di nozze. La sua tenuta spezzata rosso nera, che non richiama i colori della squadra meno nobile della Milano che conta, ma ricorda più Babbo Natele che è uscito di corsa di casa dimenticando di mettersi i pantaloni, ha già fatto proseliti, tanto che in Sempione spuntano come funghi personaggi fluttuanti vestiti esattamente come lui. Intanto il bar Bianco l’hanno chiuso e al suo posto hanno aperto una jeanseria. Nome di Battaglia: Er Mutanda

Pirami: Voto 7
Il rientro del Pirami suo suolo patrio è stato salutato già all’aeroporto da una folla festante e ovviamente in rigorosa tenuta attillata Kalenji. La scena, che ha ricordato a molti il set di uno spot di sensibilizzazione contro l’infertilità maschile, ha bloccato lo scalo milanese per più di un’ora. Lorenzo tuttavia è apparso subito un filo appesantito, tanto che il colosso nippo-cino-australo-brianzolo-meneghino è immediatamente corso ai ripari allestendo un equipe specializzata di sarti e ostetriche per studiare un nuovo rivoluzionario guardaroba ad hoc. Il Pirami si presenta comunque spavaldo all’allenamento, fasciatissimo e griffatissimo come ci si aspetta da un uomo che non segue le mode ma le impone, questa volta aggiungendo un casco da moto che lo rende in tutto e per tutto identico a un Power Ranger. Se poi i Power ranger anche loro vestissero Kalenji è tuttora fonte di enormi discussioni! Lorenz parte così a correre con giovanile e loquace allegria, ma dopo i primi chilometri si chiude subito nel suo consueto silenzio fatto di concentrazione e disperazione, stato di trans da cui esce solamente in modo saltuario per un ruggito digestivo che risuona attraverso il fossato del Castello come un urlo di battaglia appartenete ad epoche sanguinee e ormai lontane. Alcuni turisti, attardatisi a fare foto, raccontano addirittura di aver visto materializzarsi spettri di cavalieri al galoppo che odoravano di mousse alla frutta. Dopo un po’ perde tuttavia il contatto col gruppo e si smarrisce nella vegetazione circostante, inghiottito forse dall’eco dei suoi stessi versi. Ricomparirà solo alla fine dell’allenamento, conciato come Daniel Day Lewis nell’Ultimo dei Mohicani, e anche lui alla fine è “riuscito a trovarci.” Nome di Battaglia: Chingachgook.

Pagelle Undicesimo Allenamento

Tronconi: Voto N.C.
Visti i suo recenti guai giudiziari, che hanno anche coinvolto altri individui e, secondo alcune indiscrezioni, alcuni personaggi noti come Piero Angela e suo figlio, il Tronconi ha imboccato la solitaria strada della latitanza e per attuare il suo diabolico piano ha deciso di lasciare il paese via mare imbarcandosi astutamente come vedetta sulla prima imbarcazione trovata in partenza: la Concordia. Del resto, recentemente invitato ad un congresso per ultra novantenni, intitolato “La terza età precoce”, gli avventori hanno riferito di averlo udito parlare della sua enciclopedica competenza in fatto di fughe e che la sua ispirazione continua ad essere La grande Fuga con Sofua Lorenz. Ora, sopravvissuto grazie ad una pressoché infinita disponibilità d’aria nel corpo, e bloccato sull’isola del Giglio, ha deciso di cambiare vita, dedicandosi alla pastorizia insieme alla sua nuova fidanzata, una capra albina di nome Priscilla, componendo nel tempo libero canti popolari in falsetto e regalando al mare messaggi in bottiglia contenenti le sue memorie che, vista la necessità di scolarsi il contenuto prima, risultano essere molto sintetiche o spesso totalmente in bianco. Tuttavia il team sente profondamente la sua mancanza; senza colui che si è indiscutibilmente guadagnato il soprannome di Paccianino, il Sempione appare infatti un luogo spento e senza emozioni, dove i cani sono gli unici esseri rimasti a sbavare ed ululare nella notte. Nome di Battaglia: Buck

Depilati: Voto N.C.
Dopo l’ammutinamento del Bounty, il ratto delle Sabine e l’Ottobre Rosso (che poi credo sia avvenuto in Novembre ma il clima era più o meno lo stesso) questo è il più grave atto di eversione che l’umanità si sia mai trovata ad affrontare. Il Depilati non si presenta! Ma sceglie il geriatrico clima della palestra aziendale per una passeggiata veloce in compagnia del preparatore atletico Mastrolindo, che nel frattempo gli fa gli occhi dolci strappando malinconico i petali di una terrorizzata margherita, recuperata non si sa dove. La lista delle giustificazioni, che verranno presto pubblicate in un libro, contenete tra l’altro anche le intercettazioni della Minetti e i tabulati telefonici del Comandante Schettino e i suoi sotto ufficiali, spaziano dal raffreddore, al ginocchio del tennista e gomito della lavandaia, al parrucchiere che ha sbagliato l’acconciatura allo Schnauzer, fino al Ramadan ed il legittimo impedimento. Gli esperti intanto s’interrogano sulle motivazioni di questa decisione. Protesta contro la nuova manovra finanziaria, rapimento alieno, menopausa? Nessuno lo sa con certezza. Sull’intero arco alpino questo gesto ha comunque già avuto conseguenze, tanto che il sindacato dei cani da slitta, guidato da un Husky immigrato di nome Mohamed, al grido di “mai più per i prati senza Depilati”, ha indetto uno sciopero ad oltranza, astenendosi da qualsiasi attività. Il sistema è ovviamente collassato, tanto che gli organi di vigilanza hanno già inviato a Milano un equipe di veterinari per occuparsi della salute di Marco. Nome di Battaglia: Depilati, vada a correre fuori, cazzo!

Pirami: Voto 8+
Il Pirami, che un recente sondaggio ha incoronato l’essere vivente più griffato del pianeta, dopo il chiwawa di Paris Hilton, si presenta all’allenamento con una tenuta sportiva che è un misto impressionante di mondanità e tecnologia, una sorta di panfilo da magnate russo, però in tessuto ultratecnico, che sberluccica nella bruma gelata dell’area C e lascia a bocca spalancata i braccini corti che hanno aspettato fino alle sette e mezza per tornare a casa e che oggi si sono presentati al pronto soccorso coi chiari sintomi di bronchite. Il colosso nippo-cino-australo-brianzolo-meneghino-areaCino ha subito previsto anche la produzione di un’Action Figure di Lorenzo con questa divisa, come si evince dalla foto in allegato. L’uomo che chiamano il Marzullo di Power Point, visto il suo stile inconfondibile nel fare le presentazioni, parte così a correre come un cervo rinato a primavera ma che probabilmente non supererà l’estate, leggiadro sulle sue scarpe super ammortizzate che Kalenji ha studiato apposta per lui e Sandra Milo, elegante nelle movenze che richiamano quelle di un castoro dal dentista e allo stesso tempo potente come solo un individuo temprato da mille sfide a Subbuteo potrebbe apparire. Dopo un po’ di chilometri il silenzio lo circonda quasi le altre forme di vita non volessero disturbare la sua concentrazione o quasi fossero intimorite dal pericolo di ritorno della mousse alla frutta che il Pirami ormai ha eletto a suo nutrimento pomeridiano. Poi è inghiottito dalla notte. Riappare solo sul finale dell’allenamento ma testimoni raccontano che sia andato avanti a correre ancora per ore, fino ad arrivare, direttamente e senza ricordarsi come, nel suo salotto, dove la fidanzata gli ha chiesto se avesse tamponato un camion della monnezza: Nome di Battaglia: Franchino.

Pagelle Dodicesimo Allenamento

Tronconi: Voto N.C.
Da quando è spartito, le voci sul suo destino si rincorrono senza sosta……almeno loro. Qualcuno dice abbia aderito ad una setta di adoratori del Chinotto e dedichi tutte le sue energie nell’allenarsi a trattenere il fiato il più a lungo possibile; i motivi per cui poi lui e i suoi confratelli lo farebbero sono soggetti ad interpretazione. Altri giurano di averlo visto cantare in una risaia insieme a delle rane, cercando di intonare la melodia del Va Pensiero. Le rane però non confermano. Altri ancora sostengono che sia passato di stato, raggiungendo una forma gassosa dal vago odore di tortillas e che ora si libri per il cielo, divertendosi a distorcere i rilevamenti delle centraline per il controllo dell’inquinamento. Nella decisione di stabilire l’area C forse c’è il suo zampino. I giornali intanto inseguono freneticamente lo scoop e le trasmissioni più importanti lo implorano per averlo come ospite, compresi i più famosi reality, tanto che si vocifera che ci sia in studio un nuovo formato ritagliato apposta per Davide da mandare in onda l’anno prossimo e chiamato La Fatteria. Il Tronconi però non cede alle lusinghe e tramite il suo agente ha fatto sapere che l’unica offerta dello show business che potrebbe prendere in considerazione è un remake del Tenente Colombo, vista la sua passione per portare sempre l’impermeabile. Nome di Battaglia: He is a Maniac.

Depilati: Voto N.C.
Dal momento che l’infiammazione alle vie respiratorie non si risolve, il Depilati, in seguito al consulto con un esperto del settore, ha deciso di ricoverarsi per un intervento di asportazione delle tonsille presso il prestigioso istituto ospedaliero “Dacci Un taglio”, specializzato anche in altri interventi chirurgici nel campo del cambio di sesso. Per un disguido, per fortuna verificatosi sembra solo dopo l’operazione, per Marco sono state poi avviate anche le pratiche di sostituzione del nome di battesimo in Katiuscia. L’intero universo femminile ha tuttavia frainteso la notizia con indicibile stupore, dichiarando una settimana di mal di testa collettivo da scontare in data da confermare. A Bolzano addirittura, dove i suoi fans più sfegatati, quelli del locale circolo di incantatori di lombrichi, avevano eretto un obelisco in suo onore, ignoti hanno asportato notte tempo il monumento, sostituendolo con un cespuglio di finti crisantemi. Intanto il Depi prosegue la convalescenza nutrendosi solo di minestrone, latte in polvere e Cibalgina, una mistura forse adatta a guarire la tosse, ma dagli effetti collaterali assolutamente devastanti. C’è una scossa sismica di origine sospette, avvenuta questa settimana nel milanese, a testimoniarlo. Gli organizzatori dello Strongman intanto in questi giorni hanno fatto sapere di aver ampliato il reparto di terapia intensiva del locale ospedale per reduci di guerra. Nome di Battaglia: Massimo Di Catarro

Pirami: Voto 8
L’uomo, la cui effige viene ormai obbligatoriamente e gioiosamente tatuata a fuoco su tutti i dipendenti Kalenji, fin dal momento dell’assunzione, tanto che si pensa che la sua immagine sia la più raffigurata sul pianeta dopo quelle di Gesù, Buddha e Totò Schillaci, è l’unico che dimostra di riuscire a resistere ai mali di stagione, alla recessione economica e al vile incedere degli anni, con la lucida follia di un Fitzcarraldo appassionato di Havy Metal. Si presenta così all’allenamento con una serie di capi di cui ormai è lui stesso a incorniciare la firma vivente. Il coccodrillo della Lacoste ed il puma della Puma sono solo vaghe identificazioni a confronto. Il colosso nippo-cino-australo-brianzolo-meneghino-areaCino addirittura sta studiando di sostituire il proprio logo con una vera ciocca di capelli di Lorenzo anche se resta da capire se la fiera criniera del Pirami ne abbia abbastanza per coprire poi le vendite previste almeno nel semestre. Per questo ha tuttavia già iniziato una dieta esclusivamente a base di barbabietole e cime di rapa. Mentre sfreccia per Vittorio Emanuele anche i manichini delle vetrine si girano a guardarlo invidiosi per non aver mai avuto la possibilità di vestire così alla moda. In San Babila comincia ad emettere alcuni suoni gutturali che ricordano un discorso di Umberto Bossi ed in porta Venezia inizia a dialogare animatamente con se stesso senza però riuscire a capirsi e quindi tenendosi in broncio Alla fine si perde nella notte e verrà ritrovato solo questa mattina in ginocchio ai piedi della Madonnina mentre le chiedo senza sosta di sposarlo. Nome di Battaglia: Simba.

Pagelle Tredicesimo Allenamento

Tronconi: Voto N.C.
Per scampare l’allenamento in quella che molti esperti definiscono la settimana più fredda della storia d’Italia dai tempi delle guerre puniche, il Tronconi si lega sulla schiena un cartello con su scritto “Io Odio I Terronacci!!” e, fischiettando il Nabucco, attraversa in sequenza i quartieri di Quarto Oggiaro, Baggio e Barona, che come dice la nota canzone “è la zona più terona.” Risultato: intervento della polizia in assetto anti sommossa e, per il nostro impavido eroe, un paio di costole incrinate, occhi da panda e labbra da consigliera comunale, tanto che Davide sta prendendo in seria considerazione una carriera in politica come Chaperon del Trota. Il team, sentendo comunque la sua mancanza, decide di realizzare un pupazzo di neve alla memoria che raffigura il giovane virgulto nell’atto simbolico di saltare fuori da un cespuglio incontro ad una sventurata che corre. Il Troncons però già promette una grande ritorno sulle scene e si dice che abbia fatto una scorta pressoché illimitata di videocassette di Jane Fonda e che stia per uscire anche un mini corso da lui interpretato e intitolato: “Addominali in dieci secondi….cinque primi e un paio di antipasti.” Nome di Battaglia: Gualtiero Marchesi.

Depilati: Voto 7
Dopo settimane di precarie condizioni fisiche in cui, per sgorgare le vie respiratorie, si è calato tutte le soluzioni liquide conosciute dall’uomo tra cui ricordiamo, una cassa di sciroppo di Crigno invecchiata 15 anni, una tanica di miscela al 3% e una bottiglia di urina di rinoceronte regalatagli da un suo amico, un grande invalido mezzo trentino e mezzo Masai di cui non sono note altre generalità, il Depilati torna a calcare il viscido asfalto di foro Bonaparte per regalare una prestazione di quelle che tanto hanno fatto sognare le sue scatenatissime fans. Le tenuta è la solita da Diabolik con l’influenza, il passo è leggero come quello di un fachiro al supermercato e la respirazione sostenuta ma controllata come quella di un pornoattore all’ultima ripresa. Veleggia per Corso Vittorio Emanuele come una nave da crociera che fa l’inchino sotto costa, si insinua come un ninja tra le ombre e poi ricompare spumeggiante tra le luci dei negozi come una velina dal parrucchiere. La gente non lo vede, ma lo percepisce, alcuni si girano turbati, altri si inginocchiano commossi, quando alza gli occhi alla luna, quella gli ulula malinconica uno straziante lamento. A San Valentino ha già promesso che correrà per tutto il centro di Milano vestito da Calippo. Nome di Battaglia: Shinobi

Pirami: Voto N.C.
Il clima rigido sembra aver messo a dura prova anche le fibre ultra tecniche dell’abbigliamento ancora più tecnico del’uomo che per quanto veste tecnico è stato recentemente paragonato a un tecnigrafo. L’assenza del Pirami all’allenamento non è passata però inosservata tra la stampa internazionale e i paparazzi che quotidianamente ed incessantemente tengono sotto controllo i parchi di Milano per rubare qualche scatto da rivendere alle più note riviste del settore, tra cui le best sellers “Tonno Moderno” e “Ami Ruggenti”. Le azioni de marchio Kalenji hanno subito così un tremendo tonfo alla borsa dove sono quotate, quella del fumetto, tanto da venire scambiate negli ultimi giorni solo in cambio di un paio di ristampe usate di Nick Ryder. Il colosso, la cui capillarità supera agevolmente oceani e circonvallazioni, sta tuttavia correndo ai ripari facendo dei test di resistenza su una tribù di esquimesi convinti a partecipare agli esperimenti dalla promessa che Lorenzo passerà con loro le prossime vacanze di natale con addosso solo in cappello di David Crockett. Nome di Battaglia: Happy Feet.