Archivio mensile:febbraio 2013

Fuga Per la Focaccia

a10È solo una linea, pensano in molti. Al massimo c’è un arco, un po’ di gente che urla, uno striscione per i primi arrivati. Niente di più. E in fondo come dargli torto. Tecnicamente è solo una linea. Come del resto tecnicamente il cuore è solo un muscolo, la voce umana solo un suono e il mare solo tanta, ma tanta acqua. Peccato che il mondo che traspira attraverso lo spirito di un essere vivente ha poco o niente di tecnico, è qualcosa di animato, di pronunciato, di maestoso, un’entità che trascende la sua dimensione fisica per diventare intima immagine riflessa nella mente di chi lo osserva. E chi osserva il traguardo, subito prima e subito dopo averlo attraversato, sa che quella non è solo una linea, ma un intero universo che un unico, piccolo istante ci concede il lusso di attraversare, in lungo e in largo, senza tralasciare nulla, neppure il più piccolo anfratto, il più piccolo dettaglio. Sembra impossibile, ma i mille ricordi che poi ci portiamo via, spoglie di un viaggio infinito, ci sono a testimoni. E per questo ci attira così tanto, per questo lo raggiungiamo spesso prima che coi sensi, con i nostri insofferenti pensieri. Cosa dire di una giornata che si scopre perfetta. Non che ci fosse niente di perfetto, perché cose e persone non lo saranno mai, ma la perfezione è l’armonia che le medesime cose e persone sanno trovare tra loro; in fondo anche la nota più bella, se presa singolarmente, è solo rumore. Tanti RiBelli a riscaldare una fredda domenica mattina, tizzoni ardenti di un fuoco che scalcia per non spegnersi. Tanti RiBelli ad aggredire l’asfalto variopinto, fiori indisciplinati di un campo goffamente curato. E tanti Ribelli a varcare quell’infinita linea sottile, postulanti instancabili che cercano di mettere insieme domande a risposte che conoscono da sempre. Intorno, il sole, il vento e l’orizzonte a fare da cornice a una cartolina che, chi non ha corso, ha saputo sottrarre agli scherzi della memoria per regalarcela come una torta appena sfornata. D’altronde se ci sono giorni di tempesta e di tuono, ci devono essere anche i giorni così, di sole e di arcobaleno.
Ora però, finita la vena buonistica e bucolica, partono, spietate come orca assassina messa a dieta, e insindacabili come una partita a Mikado, le temutissime pagelle.

Gigi – Voto 7
Quando si viene a sapere che si è iscritto alla gara, diversi top runners tra cui Baldini, Paul Tergat, Niki Lauda, Bip Bip ed il cugino di Lance Armstrong si ritirano adducendo scuse sospette che vanno dall’intossicazione alimentare di cozze frullate fino alle prove generali del Ramadan. Gigi tuttavia non si scompone e prosegue la sua meticolosa preparazione. L’unica piccola variazione apportata alle sue abitudini è che, essendo la gara a inizio giornata, per abituarsi, obbliga il consiglio di amministrazione di Unicredit a votare lo spostamento della pausa pranzo tra le nove e le dieci di mattina per potersi allenare. Inutile dire che questa decisione non viene molto gradita dal resto della popolazione aziendale costretta, da circa due mesi, a pranzare solo con bomboloni e brioche. In gara è la solita presenza letale. Questa volta parte solo un filo indietro ma si sospetta lo abbia fatto unicamente per provare la brezza ammaliante del sorpasso. Finisce infatti comunque primo e con un gran tempo, anche se il piacere di sorpassare qualcuno sembra lo abbia stregato, tanto che, prima lascia comodi quindici punti sulla patente sorpassando sulla strada verso casa una volante della stradale all’inseguimento di una banda di rapinatori, e poi assume una domestica cinese zoppa col solo compito di camminare avanti indietro in corridoio per farsi sorpassare. Nome di Battaglia: Gas Man (questa è per palati fini).

Vez – Voto 6,5
Da quando ha annunciato il suo fidanzamento ufficiale, diverse repubbliche baltiche hanno mostrato una repentina e imprevista riduzione del prodotto interno lordo e la borsa scandinava ha segnato un’indecifrabile caduta verticale, trascinando il paese nel caos. Nonostante le rassicurazioni del re di Svezia che promette di restituire il Vez alle sue suddite, lui non si scompone e passa i weekend a visitare più ville di uno stagista di Tecnocasa. Questo influisce sulla sua preparazione dell’evento e lo costringe a una gara accorta che termina però con un onestissimo terzo piazzamento. A fine corsa inoltre, mentre la maggior parte dei partecipanti rantola cercando di non soffocarsi con la focaccia, lui passeggia romanticamente sul lungo mare in compagnia della futura moglie, solo che, al posto che tenerla mano nella mano, la usa per fare le trazioni. Nome di Battaglia: BTVez.

Talenti – Voto 6,5
Per la sua prima gara tra i RiBelli si presenta solo la tarda sera precedente dopo aver passato la giornata in un centro specializzato di lavaggio del sangue, dove riceve una donazione da un intero gregge di capre albine. La sua trasfusione invece viene imbottigliata e spedita in Romania dove sarà venduta come Amarone Valpolicella del 67. La tecnica, al limite del regolamento, dà poi i suoi frutti, nel senso che il giorno dopo riesce a partire molto forte e a mantenere un ottimo ritmo. Unico effetto collaterale è che gli cresce uno strano pizzetto e si deve fermare diverse volte a bordo strada a brucare un po’ d’erba. L’abbigliamento che sceglie per la prestazione fa parte della collezione Fradagrada autunno inverno duemila e dodici. Panta lungo, calzettone imbottito, tripla termica, sciarpa da aviatore e colbacco fatto con una foca, ancora viva. Alla fine quando spunta il sole, rischia il passaggio diretto allo stato gassoso, meglio noto come sublimazione. Nome di Battaglia: Icaro.

Supermario – Voto 6
Dopo un mese in cui è stato affetto in sequenza da tosse, raffreddore, febbre, febbre gialla, febbre da zecca del Colorado, principio di tifo, streptococco, reumatismi, anemia meneghina e tsunami intestinale (è stato diramato un allerta fino alla circonvallazione esterna, ma ci sono state comunque delle vittime), tanto che su Sky dopo le trasmissioni Malattie Imbarazzanti e Malattie Misteriose stanno studiando un nuovo format che si chiamerà Malattie del Vernazza, si presenta all’impegno leggermente debilitato. L’elemento che evidenzia di più la sua precaria condizione atletica è che anche lui sceglie un capo della collezione autunnale Fradagrada, questa volta duemila e undici, cioè una felpa pensata per gettarsi col paracadute in mutande da quota oltre diecimila metri. Per questo disputa una gara in difesa, sopra il suo ritmo abituale, spinto ad arrivare al traguardo solamente dall’affetto dei suoi compaesani che ai ristori gli offrono acqua fatta arrivare con un Canadair direttamente da Lourdes. Nome di Battaglia: Supermario Cortisone.

Gianpi – Voto 7
L’uomo che sta alla geometria come Rocco Siffredi sta al cinema hard nel senso che entrambi hanno ridefinito il concetto stesso di “dimensione” nel loro specifico ambito di competenza, si presenta alla gara con la solita forma atletica dal lettighiere di Scampia. Essendo privo del pettorale, sottrare il numero di campanello dal civico a un’ottuagenaria quasi cieca e se lo appiccica sulla maglia. L’innocente vecchina verrà trovata senza vita due giorni dopo, dal momento che nessuna delle consegne di cibo a lei indirizzate riuscirà a raggiungerla. Come sempre, parte senza una coscienza, cercando di mantenere un ritmo infernale nei primi chilometri e contemporaneamente facendo amicizia con diversi altri corridori cui fornisce consulenze sul piano regolatore e il pagamento dilazionato dell’IMU. Alla fine il doppio impegno lo costringe a rallentare ma termina la corsa ampiamente sotto le due ore, atterrando direttamente sul banchetto della focaccia dove lascia delle impronte su una teglia, pensando si tratti di una cerimonia Hollywoodiana. Nome di Battaglia: Gianpi Boulevard.

Terry – Voto 7
L’attuale prima tra le donne RiBelli si presenta nel golfo del Tigullio agguerrita come uno Khmer Rosso e con una scorta di gellini sufficiente ad impomatare tutti i tamarri del hinterland per almeno una settimana. Il giorno prima della gara tuttavia avviene un fatto increscioso, perché il suo pacco gara sparisce misteriosamente e compare al suo posto una strana richiesta composta con ritagli di giornale che recita: “Se rivuoi il pettorale, presenta le amiche!” Terry però non cede al vile ricatto e il sequestratore, probabilmente pentito, fa ricomparire la refurtiva poco prima della partenza, affidandola a un cormorano addestrato a portare il conto ai tavoli. In gara non risparmia le energie e soprattutto i gellini, polverizzando il suo precedente primato e andando ad accarezzare il muro delle due ore. Il muro delle due ore ringrazia per l’attenzione e manda i suoi saluti. Alla fine festeggia insieme a tutta la truppa in quel di Recco, con pizzata e una versione modificata della specialità locale preparata apposta per lei, focaccia al gellino. Nome di Battaglia: Top Gel.

Paolina – Voto 7
La sua partecipazione alla gara è in dubbio fino all’ultimo, visto che Chuck Norris e l’intera Delta Force declinano improvvisamente la richiesta di fare da babysitter alle sue creature, motivando che preferiscono andare in Afghanistan a disinnescare bombe bendati. Per fortuna alla fine il Nazgul viene temporaneamente ibernato per renderlo inoffensivo, mentre el Diablo viene affidata per la mattinata ad un prete locale che si stava preparando tronfio all’esame finale per diventare esorcista. Per la cronaca il prete dopo l’esperienza ha scelto invece la carriera di croupier a Saint Vincent. In gara adotta una tattica accorta, fatta di passo impiegatizio, ma costante fino al traguardo. Accelera solo alla fine dove sorpassa il famoso stilista Andre Sugar Parro Fradagrada, preoccupata più dal fatto che gira voce che l’intero corpo delle Guardie Svizzere stia raggiungendo Santa Margherita per un esorcismo d’urgenza, piuttosto che spinta da residue energie. Nome di Battaglia: Paola Texas Ranger.

Frada – Voto 5/6
Colui che è diventato un punto di riferimento per l’abbigliamento di tutti i runners impegnati in competizione oltre il circolo polare artico, si presenta alla grande classica leggermente appesantito e con la tenuta atletica di un capo indiano impegnato in negoziati di pace. Per l’occasione sfoggia l’intera divisa da RiBelle sopra una maglia fatta con la pelle di un Mammut che gli scienziati hanno scoperto essere sopravvissuto alle glaciazioni e poi schiattato per un colpo di calore. In gara parte con un’andatura molto conservativa. Quando però si rende conto che, nonostante siano le nove del mattino, sta correndo tra Santa Margherita e Portofino e non tra Cormano e Cinisello Balsamo, accelera leggermente, attirato più dai primi effluvi di focaccia che spinto da una propulsione personale. Convinto di consolidare il penultimo posto però, viene sorpassato, a duecento metro dal traguardo, da Paolina in ritardo per dare al Nazgul la sua dose giornaliera di oppiacei. Nome di Battaglia: Phileas Fogg.

Lella – Voto 7
Per il suo esordio tra quelli con la scarpa bruciata, sceglie una tuta, modello ora di educazione fisica della seconda ginnasio, che non avrebbe sfigurato in una delle prime puntate dei Ragazzi della Prateria. Per fortuna, prima che l’immigrazione sia chiamata per interrogarla, le viene fornita la fiammeggiante divisa di ordinanza che si traduce in rispetto immediato da parte di tutti gli esseri pensanti nel proprio raggio d’azione, esclusi gabbiani e pesci da scoglio che notoriamente sono senza speranza. Completa così il primo giro con fare circospetto, poi il peso del fardello che porta al dito ha la meglio, costringendola a fermarsi. Il diamante regalatole dal Vez, infatti, è così enorme che non è stato estratto da una miniera, ma hanno estratto la miniera da lui e per tagliarlo c’è voluto un finalista di Master Chef esperto in Ninjitsu ed equipaggiato con un modello adegualo dell’assortimento Miracle Blade la Serie Perfetta. “La ragazza comunque si farà, anche se ha le scarpe strette.” Nome di Battaglia: GirLella.

Annunci