Archivio mensile:luglio 2013

TriMI

TRIMI1Io ti ho osservato uomo e ho intraveduto quanto i confini illimitati della tua genialità fatichino a contenere le incessanti scorribande della tua famigerata stoltezza. Ho visto che la tua abilità di creare è solo paragonabile alla tua capacità di distruggere e sulle vette torreggianti della tua dolcezza ho tremato scrutando i baratri senza fondo della tua perfidia. Io ti ho osservato uomo e mi hai fatto paura. Ma poi ti ho anche visto combattere contro l’ombra che la tua stessa figura, rischiarata di luce, provocava; ti ho guardato mutare la paura in passione, la cattiveria in grinta, la pigrizia in riposo e la semplice speranza in incalzante opportunità. Infine ti ho osservato lottare contro i mulini e anche contro il vento per diventare l’unica cosa che un uomo illuminato può sperare di divenire: un RiBelle.

E “se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non fossi un RiBelle,
sono come un bronzo che risuona
o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,
e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,
ma non fossi un RiBelle,
non sarei nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze
e dessi il mio corpo per esser bruciato,
ma non fossi un RiBelle,
niente mi gioverebbe.
Un RiBelle è paziente,
è benigno un RiBelle;
non è invidioso un RiBelle,
non si vanta,
non si gonfia,
non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell’ingiustizia,
ma si compiace della verità.
Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.
Un RiBelle non avrà mai fine”.

Si è chiuso un luglio pieno d’impegni e fatiche, si apre un Agosto solcato da racconti e possibilità. Possibilità da cogliere e racconti da condividere, magari attraverso qualche garetta o anche solo giocando ad allenarsi, per un Settemre che appare già irresistibile, regalando poi a tutti qualche riga, oppure anche solo una foto, perché non c’è un mezzo più o meno giusto per scambiare emozioni, le emozioni sono il mezzo. Siamo tutti artisti corridori, non scordatelo mai, gente che intinge la penna di chilometri, pochi o tanti non fa differenza – giudicherete mai un libro da quante parole contiene? – racchiudendoli poi in un pensiero che diventa una frase o un’immagine, a voi la scelta. Ogni volta che per un motivo o per l’altro rinunciate però, e restate in silenzio, quella che avrebbe potuto risplendere come un’avventura sbiadisce in una semplice informazione e resta un fiore che nessuno mai coglierà, nessuno mai ammirerà, nessuno mai avrà il privilegio di ricordare. Per questo, non lasciate appassire le nostre gesta o prima o poi, che Dio ci scampi, finiremo per correre da soli.
A questo proposito ecco una pagellina volante del Triathlon di Milano.

Giova – Voto 7
L’uomo che sulla distanza olimpica regala prestazioni primordiali e paragonabili, per sforzo e risultati, a quelle del primo interprete della distanza, il soldato ateniese meglio noto come Filippide, morto tra l’altro dopo aver completato per la prima e ultima volta l’impresa, si presenta sul muretto del Naviglio scalpitante come una mandria di pecore in calore. Gli innumerevoli allenamenti in vasca….da bagno….danno subito grandi risultati perché se i puristi della triplice possono obiettare sulla sua siluette non necessariamente idrodinamica, sicuramente il Giova sfoggia un profilo particolarmente naviglio dinamico, soprattutto visti i numerosi aperitivi presi in zona. Saltato in bici poi, la sua esperienza da tassinaro vien fuori tutta, permettendogli di realizzare traiettorie perfette, utilizzare qualche scorciatoia e sorpassare diversi concorrenti sfruttando tratti in preferenziale. Purtroppo l’accoppiata pavé e gravità non sono indulgenti nei confronti della sua leggiadria e la sella che si trova nel mezzo paga le conseguenze, disintegrandosi. Tenta di proseguire alla bersagliera, ma viene fermato da un giudice per tentati atti osceni in luogo pubblico ed è costretto al ritiro, oltre a rischiare un’incriminazione. Nome di Battaglia: Golosone.

Buone Vacanze RiBelli, non attendo tanto vostri segni di vita, ma segnali che state vivendo; ci vediamo tra qualche battito di ciglia.

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