Archivio mensile:febbraio 2014

Pagelle al Formaggio

RiBelliGigi – Voto 8
Colui che ormai si tatua sul corpo ogni traguardo raggiunto a da raggiungere, compresa una prestigiosa raccolta punti Esso in cui spera di vincere un elegantissimo completo tirolese, si presenta in terra ligure per difendere il titolo dall’agguerritissimo e rinnovato popolo RiBelle. Per non sbagliare raddoppia la sua solita dose di prugne al tungsteno e parte così forte che al primo giro di boa due keniani lo raggiungono e gli chiedono a quale tribù appartenga. Gigi però non capisce ancora la lingua e risponde che non compra altri libri di favole africane; poi tira dritto fino al traguardo, facendo segnare un tempo che ormai sconfina nella contrada del Canepazziese. Nome di Battaglia: CanePezzato.

Filo – Voto 7,5
L’uomo che sulla tratta Santa Margherita – Portofino ci ha costruito una carriera, festeggia l’esordio RiBelle con un risultato che sbanca completamente tutti i bookmaker del Tigulio che davano per certo il suo “gambe sotto il tavolo” da Piersilvio al secondo passaggio da Paraggi. Al primo metro innesta infatti la marcia 4 e 30 e non si ferma più fino a quando non transita davanti al banchetto finale della focaccia dove lo devono fermare a colpi di idrante. Impressionati dalla sua prestazione, si vocifera inoltre che i vertici Mediaset abbiano già deciso di affiancare alle sue attuali responsabilità anche il rilancio di un vecchio format in seconda serata: il Filippo Mazzotta Show. Nome di Battaglia: Buonacamiciaatutti.

Vez – Voto 7,5
Da dopo la sconfitta subita l’anno scorso ha trascorso un mese di profonda depressione in cui ha smesso completamente di allenarsi per cominciare a scrivere canzoni strazianti. Stufa di sentirlo miagolare “Ajeje se n’è andato e non ritorna più, il mobiletto in sala è vuoto senza lui, è un pezzo di metallo senza l’anima, nel freddo del soggiorno di sta casa qua”, Lella ha però deciso di iscriverlo alla gara per farlo reagire. E il Vez ha riposto da grande gampione, facendo segnare tempo e passo dei giorni migliori anche se, una volta tornato a casa, ha voluto comunque terminare il suo pezzo e dedicarlo a tutti gli skyrunner e scalatori in crisi, intitolandolo col suo nuovo nome di battaglia: La Salitudine.

Mirko – Voto 6/7
Quando gli dicono che la gara sarà probabilmente tutta sotto l’acqua gli s’illuminano gli occhi e parte subito a ipotizzare grandi prestazioni. Quando però poi scopre che non significa che è stata trasformata in una Granfondo in acque libere, ma semplicemente che quasi sicuro pioverà, Mirko ormai non può più tirarsi indietro e deludere le attese. Parte così a un ritmo cui normalmente le persone della sua stazza provocano fenomeni sismici devastanti. E infatti quando arriva a Portofino è ormai troppo tardi; in Giappone diversi paesi sono già ridotti a cumoli di macerie. Alla fine solo l’intervento dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati lo costringe a rallentare. Nome di Battaglia: Tsunami.

Davidone – Voto 6,5
L’uomo col ciuffo più ammirato dell’intera famiglia RiBelle si presenta sulla costa in forma discreta ma con una fastidiosa infiammazione al tendine d’Achille. Non sapendo bene come gestirla però, cerca di informarsi scaricando e guardando il film Troy, da cui però non trae grossi spunti, salvo ispirarsi a Brad Pitt per la sua nuova acconciatura. In partenza tenta subito di aggredire i primi chilometri, salvo poi seguire una condotta di gara più giudiziosa che lo porta tuttavia a soffiare sul collo ad avversari molto più esperti di lui e ad apparire contemporaneamente impeccabile nelle foto. Nome di Battaglia: Jean Luis David.

Giuliacci – Voto 6,5
Il RiBelle con il pesto tra le corde vocali esordisce nella sua prima mezza, carico come un camallo ivoriano. La tenuta a dire il vero ricorda quella di un pescatore vietnamita, il cappellino è in stile golfista neozelandese, mentre al polso sfoggia un cronometro che rileva la distanza ogni chilometro, ma al posto del solito segnale acustico, esclama un più o meno soddisfatto, a seconda dell’andatura: “Belin!!” Il nostro colonnello tuttavia va bene al di là delle sue più rosee previsioni, disintegrando il muro dell’ora e quarantacinque e contribuendo pesantemente al più classico dei giri di secondi alla ligure, il coniglio. Nome di Battaglia: 3BMeteo.

Gianpi – Voto 6,5
L’uomo che da sempre esegue più tagli della censura Nord Coreana si prepara a questo appuntamento, molto ostico per le sue caratteristiche, con un’inspiegabile, e alquanto sospetta, crociera per sub che fa presagire abbia allo studio l’unico taglio possibile del percorso: un passaggio sottomarino diretto Piazzetta di Portofino – Porto di Santa. Gianpi tuttavia mette a tacere tutte le male lingue con una prestazione, a sentire lui, tutta sulla terra ferma, da incorniciare anche se ha destato qualche mormorio il fatto che abbia tagliato il traguardo coperto di alghe. Nome di Battaglia: Kim Jon Gianpi.

Frada – Voto 7
Dopo la prestazione presciistica dell’anno scorso, il Frada era chiamato a un riscatto da anonima sarda, una rivincita che spazzasse via le dicerie secondo cui la vita di sposato lo avesse indebolito. Per questo si presenta alla partenza in ciabatte, vestaglia e berretto da notte, lamentandosi pesantemente con quelli dell’organizzazione per il fatto che il suo caffè non fosse ancora pronto e nessuno gli avesse comprato Corriere e Gazzetta. Poi parte ad andatura da bradipo della circonvallazione interna, accelerando solamente sul finale quando la Franci gli grida che è pronto in tavola. Nome di Battaglia: Farouk Kassam.

Paolina – Voto 7
La mamma con più chilometri nelle gambe che ore di sonno in cascina resiste anche alle scorribande della prole appestatrice e si presenta sulla linea di partenza pronta a dar battaglia. Come sempre prima della gara dice che arriva fino a Portofino e torna in battello, poi che fa massimo un giro, poi che inizia il secondo giro, ma a Paraggi citofona a Piersilvio e si fa dare un passaggio indietro, ed infine che prosegue ancora fino a Portofino perché ha sempre desiderato essere seppellita vicino al faro. La ritroviamo invece al traguardo e gara conclusa ampiamente sotto le due ore. Nome di Battaglia: ATM.

Terry – Voto 6,5
La regina incontrastata del gellino, del ginocchio con le doppie punte e della tenuta artica da corsa, è così decisa a sfilare sulla prestigiosa passerella della Mezza di Santa Margherita che abbandona il fidanzato a casa, nonostante il Talenti sia costretto a respirare da dieci giorni con un boccaglio e a nutrirsi solo con un collirio ultra proteico. Prima della gara però, per non sbagliare, prende un’intera confezione di Aulin, con anche la scatola, e strappa i fogli di due volumi dell’enciclopedia degli animali per isolarsi meglio. Arriva così al traguardo dopo diverse ore, sudata come un tassista colombiano, ma con una conoscenza perfetta di tutti i felini con la lettera G. Nome di Battaglia: Terry e Gerry.

Lella – Voto 9
La donna dal pantalone cotonato anni ottanta e dal sorriso che non pedona abbondona il ruolo di eterna Biancaneve per tirarsi su le maniche e gettarsi in miniera, vanga in mano, insieme a tutti i suoi RiBelli. E alla fine il tempo massimo è ancora lontano, quando i ventuno chilometri abbondanti vengono completamente esplorati. Certo, i senza tetto di tutto il mondo ci sono rimasti molto male quando l’hanno vista sfoggiare un barlume di capo tecnico, ma lei ha subito tranquillizzato tutti postando una foto su Twitter che la ritrae col Vez dormire sotto un cartone sul balcone di casa. Il Vez non sembrava molto felice, perché l’amore rende tante cose, ma non isolati termicamente. Nome di Battaglia: Iron Lella.

Giova – Voto NC
L’uomo che in divisa RiBelle tende sempre di più a somigliare a Calimero che si è ingoiato il suo stesso uovo per intero, approccia la gara con parecchia preoccupazione, visto che l’ultima volta che ha sostenuto un allenamento di corsa non c’era ancora l’Euro. Arriva a completare il primo giro di puro carattere, poi si ferma a un bar per prendere un caffè rigenerante e tentare quindi il secondo passaggio, ma il fatto che non gli permettano di pagare con le Lire ritrovate nel pantalone da corsa, lo frena dal proseguire. Nome di Battaglia: Giova Nord.
Cosa aggiungere d’altro ad una giornata che si accende, brilla e poi si spegne, lasciandoci quasi accecati per quanto intensa è stata la sua luce?! Credo niente. Ci sono momenti che se provi ad accompagnarli con le parole, finisci solo per fargli un dispetto. Così vi lascio a crogiolarvi nei nostri freschi ricordi, che spero siano i primi di molti altri a venire, e rubo un piccolo estratto in cui sono certo vi ritroverete, perché in fondo noi siamo, e saremo sempre, RiBelli.

“Noi non siamo più ora la forza
che nei giorni lontani muoveva la terra e il cielo:
noi siamo ciò che siamo,
un’uguale tempra di eroici cuori
infiacchiti dal tempo e dal fato,
ma forti nella volontà di combattere, cercare,
trovare e non cedere mai.”
Ulisse – Alfred Tennyson

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