Archivio mensile:marzo 2014

CirconPagelle Interne

StramilanoQuando Milano si ferma per correre noi ci siamo. E non importa se piova o ci sia il sole, se si geli o si boccheggi, la strada è nostra e andiamo a prendercela, perché è così che funziona; quando giri in scooter o in macchina, la strada la condividi, quando passeggi, la strada a mala pena la urti, ma quando ci corri sopra, invece la possiedi. È primavera RiBelli, se non l’avete notato, uscite a trovare e, soprattutto, a prendervi la vostra strada.

Vez – Voto 6,5
Per la prima volta dai tempi dell’asilo, che tra l’atro ha frequentato per un solo giorno visto che dopo un paio d’ore stava già facendo giocare le maestre, il Vez subisce una leggera flessione nella sua distanza regina e su una gara dove in passato ha fatto scattare più di un autovelox. Poco importa che subito prima della partenza io gli abbia fatto fare cinque volte il giro della circonvallazione interna in Graziella per recuperare il pettorale, dopo una partenza come sempre alla bersagliera e l’impostazione di un ritmo subito inarrivabile, intorno al quindicesimo chilometro anche l’ex vincitore dell’Ajeje sente i postumi della vita matrimoniale ed è costretto a rallentare. Nome di Battaglia: Ecchevez!

Mirko – Voto 7
L’uomo che per le sue performance con o senza le fanghe da corsa è stato soprannominato “Sprint” si ripresenta alla mezza come sicuro favorito per la categoria “Impeto RiBelle”, prestigiosa classifica che premia il corridore col maggior disavanzo tra il ritmo del primo chilometro e quello dell’ultimo e che fino ad oggi sembrava dominio assoluto del famoso RiBelle dal Cordiale Saluto. Tuttavia, memore delle esperienze liguri, parte con una condotta di gara molto meno spregiudicata, anche se a metà corsa è vittima di una disidratazione fulminate stile balena spiaggiata che lo porterà ad arrancare fino al traguardo. A nulla sono serviti gli sforzi di un gruppo di ambientalisti intervenuti subito in loco per innaffiarlo. Nome di Battaglia: Free Mirko.

Davidone – Voto 6,5
Dopo una settimana di massacranti allenamenti, il Davidone si presenta ai piedi del Castello visivamente affaticato. I ben informati però sostengono che un ruolo decisivo nelle sue difficoltà in gara lo abbia giocato lo sciopero dei parrucchieri il venerdì precedente che gli ha impedito di trovare la consueta e perfetta aerodinamica. I primi chilometri emette dei suoni articolari stile granaio abbandonato. Poi trova finalmente il suo ritmo, complice una bustina di un integratore rivoluzionario che si dice contenere addirittura le ceneri di grandi corridori ormai scomparsi e, nello specifico caso, addirittura parte del piede destro del fu Filippide. Tutti noi speriamo però che il suddetto Filippide prima di capitolare per la stanchezza si sia almeno lavato i piedi. Nome di Battaglia: Folletto.

Gianpi – Voto 7
L’uomo che trasforma ogni corsa in un capolavoro di sartoria tanto che ormai, agli avvisi sui disagi per il traffico, gli organizzatori della gare a cui partecipa fanno anche circolare avvertimenti di tenere porte e finestre ben chiuse per evitare di trovarsi in Giampi in placido attraversamento del salotto a tagliare sul percorso di gara, si presenta alla partenza con quasi due ore di anticipo. Per poter andare in ufficio un’ora prima senza destare le ire della consorte infatti, è da Dicembre che ha già portato all’ora Legale tutti gli orologi di casa. In gara si mette subito in testa al plotone RiBelle e sullo strappo finale riesce ad avere anche la meglio sul temutissimo Nick perché costui riceve una telefonata senza diritto di replica ed è costretto a fermarsi a prendere dei pannolini. Nome di Battaglia: il Sarto di Papiniano.

Nick – Voto 8
Prima di domenica l’ultima volta che è stato avvistato con scarpe da corsa in moto continuo c’era ancora gente che per attraversare Berlino doveva scavalcare un muro. Per riuscire a partecipare alla Stramilano si dice abbia dovuto trovare due babysitter, una puerpera, una coppia di colf e abbia dovuto promettere disponibilità totale per settantadue sabati pomeriggio consecutivi all’Ikea. La Fede, prima di rilasciarlo, gli consegna però i suoi oggetti personali: un paio di scarpe ammortizzate, un calzone corto di flanella, una maglia con la foto di Che Guevara da adolescente e, ovviamente, il collare con la medaglietta con su nome e numero di telefono. Commosso dall’aria che si respira oltre i dieci chilometri all’ora, parte così all’inseguimento del Giampi e solo un errato calcolo sulle scorte di pannolini della settimana gli impedirà di trionfare. Nome di Battaglia: il Commissario Nick.

Paolina – Voto 7
Per preparare al meglio la competizione decide di portare a termine da sola il trasloco nella nuova residenza marittima in quel di Santa Margherita e che si trova al sesto piano di uno stabile del Cenozoico senza ascensore. Gli gnomi che normalmente ci abitano durante l’anno sono in vacanza a Lilliput, così Paolina è costretta a cammellarsi tutti i trasbordi in solitaria. Si calcola che solo il travaso delle macchine di mio nipote Matteo abbia necessitato circa quarantacinque viaggi consecutivi. Alla fine però “training don’t lie” e i sacrifici le permettono una precoce occupazione dell’abitazione e un ottimo piazzamento. Nome di Battaglia: Bartolini.

Lella – Voto 7
Viste le previsioni non può esimersi di tirare fuori la cerata, mai usata neanche in situazione di nubifragio, ma comprata in previsione di un romantico viaggio in Optimist intorno al mondo. Mentre corre quindi, molti pensano sia una trovata pubblicitaria per promuove la nuova stagione di Deadliest Catch. Lella tuttavia resiste alla primavera che fa capolino tra le nubi, anche se al traguardo sotto la sua giacca si sono sviluppate più di centro forme di vita differenti e le viene offerto di partecipare ad un’intera stagione di Quark per fare degli approfondimenti. Nome di Battaglia: Madre Natura.

Valeria – Voto 7
Da quando è entrata a far parte dei RiBelli a Inveruno city è diventata una celebrità, tanto che il sindaco le ha anche offerto le chiavi della città con la promessa però di controllare che la porta sia sempre ben chiusa visto che gli abitanti odiano gli spifferi. Se c’è una gara su strada quindi, è ormai una presenza fissa. Le manca solo il battesimo sulla mezza, ma già in questa nuova dieci chilometri ha dimostrato notevoli miglioramenti che la fanno precedere agevolmente diversi concorrenti disabili sui trampoli e un paio di carretti dei gelati. Nome di Battaglia: Guardio di Porta.

Pagelle e Pagelli – Trofeo Sempione

ArenaVez – Voto 7
Per recuperare l’agognato Ajeje ormai s’iscrive a qualsiasi competizione possa valere punti in classifica, compresa una briscola chiamata clandestina organizzata da un’associazione di sordo muti e un agguerritissimo torneo di Curling in carrozzella. Al prestigiosissimo passo del Ciovasso quindi non fa prigionieri, andando prima a recuperare il Giampi partito come il solito in schiena ai Keniani e involandosi poi da solo verso il traguardo con un tempo che lo proietta serenamente nell’Olimpo dei Tapasci della domenica mattina. Nome di Battaglia: Vada Via il Vez

Davidone – Voto 6,5
Da quando ha abbandonato il suo scranno, Maria De Filippi è finita a fare la cassiera all’Esselunga e al grande fratello organizzano orge interraziali per sopperire al calo di ascolti che il ritiro del Davidone dal jet set internazionale ha provocato. Balotelli intanto ringrazia. In gara la sua presenza è però come al solito estremamente pettinata, tanto che alla fine oltre all’ottimo tempo vince anche il premio Belli Capelli, messo in palio da un parrucchiere di Buccinasco, a pari merito con Walter Zenga. Nome di Battaglia: InaCIUFFabile.

Gianpi – Voto 6
Parte come partecipasse a un 400m piano in pista. Dopo circa un chilometro introno ai 3 e 30, alcuni addetti ai lavori stanno già cercando il suo nome nella lista dei top runners. Non trovandolo però quasi tutti pensano di aver avuto un’allucinazione e che si trattasse di un levriero di qualche sciura del Sempione. Il Giampi intanto taglia qualsiasi cosa gli capiti sotto i piedi, curve, aree cani, fossati, campi giochi, seminando il panico tra le mamme e gli adepti del Tai Chi con fuso orario newyorkese e che il giorno dopo decidono di iscriversi ad un corso di percussioni. Poco dopo la metà tuttavia detona arrivando in fondo solo aiutandosi coi gomiti. Nome di Battaglia: Gianpazzo.

Lella – Voto 8
Voi non lo sapete, ma il Vez ha fatto inserire nella formula del matrimonio dopo “in salute e malattia” anche “nelle gare dei RiBelli” quindi ormai Lella sente il dovere civile e morale di schierarsi a qualsiasi competizione o trasferta. La divisa sociale le sta un filo stretta sotto il cappotto che sceglie per affrontare la primavera meneghina, ma per il resto disintegra tranquillamente il muro dell’ora, arrivando ben prima che la bava del Gianpi si sia asciugata dalla strada. Nome di Battaglia: FlaLella

Vale – Voto 8
Per il suo esordio RiBelle avrebbe voluto iscriversi alla famosissima “Iveruno su Mille ce la Fa”, competizione podistca di dieci metri che si svolge il primo lunedì mattina di febbraio in tangenziale est, attraversandola di corsa, ma poi si lascia convincere dall’accattivante compagnia e si schiera puntuale in Sempione. Non essendo ancora arrivata la sua divisa ufficiale, le viene adattata una maglia RiBelle utilizzata originariamente dal Camma come vestaglia dopo la prima notte di nozze. Il risultato è che quando passa vicino al laghetto alcuni filippini in lontananza sono corsi a chiederle l’autografo credendola il redentore risorto. Nome di Battaglia: Valeriosa.

Ora un paio di chicche sulla Granfondo di Camogli, dove però nessuno dei RiBelli alla fine si è regolarmente iscritto e ha tagliato il traguardo, quindi non si ha diritto a punti e pagelle. Il terzetto Viga, SuperMario e Davidone, in rigorosa divisa RiBelle, pianifica partecipazione bulgara alla gara e si imbuca dietro la macchina della polizia e le ammiraglie all’altezza di san Lorenzo, pronti a farsi sfilare dal gruppone. Il gruppone però non sopraggiunge, così i vostri eroi arrivano involontariamente in volata sulla passeggiata mare di Rapallo, dove una folla in attesa li osanna gridando: “Dai che siete primi!!” Galvanizzati dalle ovazioni veniamo finalmente inglobati solo ben dopo Zoagli. Pochi chilometri dopo, a Chiavari, siamo già ultimi. Poi in sequenza: Davidone si perde in Val Fontanabuona e al posto che a nord punta diretto a sud arrivando quasi alle cinque terre prima di accorgersi dell’errore. Ritornerà a casa facendosi dare un passaggio da un gruppo della terza età in gita premio a Porto Venere. Supermario, saccheggia tutti i bar di Levante ed è costretto a farsi aumentare al volo il plafond della carta di credito per pagarsi le provviste per ritornare a Santa. Viga, battaglia alla grande fino a quando non passa sotto un balcone dove un gruppo i bambino lo irride “Ma lo sai che sei ultimo?!” e tenta di sputargli in testa, mandandolo in crisi. Il resto che vale la pena ricordare è solo l’immagine della Modonna che sul 16% di pendenza scende dalla bici, dice come si chiama ad alta voce, e va su a piedi.
Sempre con voi.