Archivio mensile:giugno 2015

Recupero e Preparazione Specifica Pregara 4/5

Ultima settimana di recupero e preparazione specifica pregara a Err’s kitchen, la cucina di coach Err, dove siamo ormai alla resa de conti, sperando che i suddetti conti si vogliano arrendere.

Lunedi: Run

Non lo definirei neanche allenamento, ma semplicemente movimento.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 30′ lento facile

Martedì: H2O

Nuotata stile coach Err; se fossi un merluzzo sarebbe easy.

Riscaldamento: 400m

Allenamento: 6x100m (25 testa fuori + 75 nromale) rec 15” – 200m remate sl – 8x25m sl forte rec 20” – 200m sl lungo nuotato bene – 8x25m sl forte (1 norm + 1 resp avanti) rec 20” – 200m sl lungo resp ogni 3 – 2x200m sl palette e pull rec 20”

Defaticamento: 200m

Mercoledì: Run

Corsetta per la ridente Belgrado con la gente che ti guarda come per vedere dove hai parcheggiato il disco volante.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 70′ facile, inserire 6×1′ in progressione con rec almeno 4′ tra uno e l’altro

Giovedì: Bike

Snavigliata senza infamia e senza lodi, soprattutto senza lodi.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 2h facile

Venerdì: Riposo

Semplicemente il nulla.

Sabato: Bike

Qualcuno mi dica dove si trovano in Liguria più di 10 km di fila della categoria molto facile

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: Uscita 3h molto facili

Domenica: Combo Bike e Run

Combinatio stile, giusto per solleticare le far gustare alle gambe quel che sarà. Speriamo non gli vada di traverso.

Bike prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 1h30′ con ultimi 20′ a ritmo gara

Run prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 40′ con ultimi 10′ in progressione

Annunci

Sono Solo Parole

24965107-man-looking-impossible-on-wall--Stock-PhotoQualche settimana fa ho letto un paio di articoli che mi hanno fatto riflettere. Parole buttate giù in uno dei tanti blog di corridori, o presunti tali, che pascolano in rete. Non che io abbia nulla contro chi scrive, o dà consigli, sulla corsa, anzi, la corsa è protagonista, più o meno silenziosa, anche di tutte le mie vicissitudini, quello che però veramente m’infastidisce è la banalità, perché la banalità non è un errore, la banalità non è una sfiga, la banalità è una scelta; la banalità è una colpa. Leggi titoli come: “Le cinque regole per correre al caldo”, oppure “Che cosa fare il giorno prima di una gara”, o ancora “I trucchi per andare più forte”. Poi apri la pagina, pensando di venire investito da tutta la saggezza del maestro Miyagi e del mastro Yoda che, immagini, saranno intervenuti a un seminario congiunto sull’argomento moderato da Antoine de Saint-Exupéry e trovi cose tipo: “Bevi spesso”, “Corri al mattino”, “Vai a dormire presto” e “Non mangiare cibi pesanti”. Robe che persino Watson smetterebbe di leggerle per passare a qualcosa di un po’ meno elementare. Comunque, in questo mare di bitume popolare, qualcuno ci prova a essere un pochino più frizzante e così fa l’altra cosa più semplice, dopo correre e scriverci su qualcosa: criticare. Attacca lo sport amatoriale e l’ossessione che si vi si cela, sputacchiando un po’ nel piatto dove egli stesso mangia. “La maratona è chiaro segno della crisi di mezza età dell’uomo medio”, sostiene in sintesi, “l’Ironman a seguire è il baratro senza fondo verso cui il suddetto uomo medio poi precipita, quando scopre che solo quarantadue chilometri e cento novantacinque metri non gli bastano più, portandosi dietro affetti, relazioni, opportunità e diventando di conseguenza schiavo di quello che era nato come un nobile sogno di libertà.” Ecco vedete, non ci vuole un intero articolo per esprimere un concetto. Basta qualche riga cesellata di parole che non vogliono descrivere un fenomeno per riempire semplicemente uno spazio, ma si accontentano d’innescare la scintilla di un pensiero. La mente poi fa il resto. Comunque, tornando al nostro uomo medio in crisi, prima di tutto non mi piace la parola “amatoriale”, la torvo flaccida e squallida. Il concetto di non professionista, associato al principio che nessuno ci paga per fare quello che facciamo, preferisco collegarlo allora a chi lavora gratuitamente per enti e organizzazioni umanitarie o simili: un volontario. Ecco io non sono un atleta amatoriale, io sono un atleta volontario. E non celo nessuna ossessione. Io, la mia ossessione, la vivo alla luce del sole. È l’altra faccia delle mie passioni; il lato ruvido, arruffato e trascurato. Ed è quello che vedono gli altri? Certo! Per quale cavolo di motivo dovrei avercelo sempre io davanti agli occhi. A chi interessa veramente se corro una maratona? A chi importa se finisco un Ironman? Agli altri? No! Interessa a me, a me soltanto. Per tutti gli altri sarà solo come guardare le fotografie di un viaggio che ho fatto solamente io. Quindi, se per godermi le mie passioni dovete beccarvi le mie ossessioni, mi dispiace, ma allora forse dovreste girarvi, starmi di fianco e vedere le cose come le vedo io, perché dietro a quei capelli che credete un batuffolo scompigliato, c’è invece un volto che mi rapisce sorridendo, dietro a quel traliccio che vi sembra solo ferro e vetro, c’è morbido cotone che trema se accarezzato, e dietro a quel manubrio curvo e sudato che non riuscite bene a capire, c’è una strada che arriva in alto, forse fino al cielo. La solitudine tanto criticata certamente esiste, ma è temporanea. Può du-rare l’istante di un tiro in sospensione o le ore di una lunga salita, non cambia, sei solo, questo è vero, ma alla fine impari qualcosa in più su te stesso e non c’è insegnamento più grande.
Il tempo è la moneta con cui si paga tutto questo. E se adesso vi aspettate che vi dica come e dove trovare tempo, mi spiace deludervi, non sono così arrogante e finirei per diventare anch’io banale. Ciascuno si guadagna il tempo a suo modo, come del resto ognuno si guadagna da vivere in maniera diversa. L’importane però è, il tempo, non rubarlo, perché tanto un attimo rapinato non avrà mai lo stesso sapore di uno guadagnato. Personalmente non sono un predone, e non so neppure come si riparino tubi, o come si costruiscano case, oppure come si facciano investimenti in borsa. Faccio un altro mestiere e il tempo allora provo a coltivarlo, a curarlo sperando che cresca e alla fine lo raccolgo senza buttarne via neanche un solo granello, perché la vita non è fatta di anni, anche se quando vi chiedono la vostra età, rispondete usando quelli, ma d’istanti e, se è vero che il battito di ali di una farfalla può provocare un terremoto dall’atra parte del globo, un secondo buttato via può trascinare con sé un minuto, un’ora, addirittura un giorno se lasciato andare via senza rimorso.
Rimini è stata la solita tragica commedia, o comica tragedia, non l’ho ancora deciso e credo non lo deciderò mai. Si parte con questo maledetto labirinto subacqueo che disegna una “P” sul ventre nervoso dell’Adriatico e non è chiaro se “P” stia per Principiante, Pazzo, Pirla, oppure tutte queste cose messe insieme. A metà frazione il mare come sempre si stanca di ricevere schiaffi gratuiti da una batteria di esagitati gommoni umani e comincia a rivoltarsi. Le onde si allungano e si accorciano e, subito, vengo convolto in un ballo di cui non riesco minimamente a seguire il ritmo imposto da madre natura. I drink però sono gratis. La prima transizione è impacciata e sabbiosa. La zona cambio quest’anno è organizzata come un campo profughi. In bici parto a pedalare con un occhio al tempo e uno all’orizzonte, dove nuvole dal colore non proprio cordiale promettono momenti di grande umidità. Nei primi chilometri la strada sale leggermente, poi uno strappo che dice “bello, qui tirare all’incrocio non conta un cazzo”, quindi mangia e bevi senza respiro, fino alla salita di metà percorso, dove smetto di colpo di mangiare e incomincio solo a sbevazzare alla grande. In cima c’è Zeus che fa l’assemblea di condominio dell’Olimpo. In discesa la strada è un fiume, il problema è che non ho una canoa, ma una bici, così la seconda volta che la ruota slitta via verso una sicura corsia d’ospedale, penso sia meglio abbassare i giri dell’entusiasmo ed evitare di andare a pesare ulteriormente sul già impiccato sistema sanitario nazionale. Il ritorno fila via veloce. Il sole ritorna padrone del cielo e improvvisamente mi sento carico stile Daitarn III. Quando però rientro in zona cambio e parto a correre, capisco subito che con l’aiuto del sole non vincerò, ma anzi arrancherò disperato tra un ristoro e l’altro, come un dromedario cui hanno curato la gobba. Il traguardo, raggiungo di puri denti, segna l’ultimo mattone necessario per tenere in piedi quella sgangherata costruzione che da mesi ormai stiamo componendo. Cosa sia venuto fuori onestamente non lo so. Una torre per guardare oltre l’orizzonte? Un castello in cui vivere la fine epica di una fiaba? O semplicemente una muraglia per tenere fuori tutto e tutti? Ci sono così vicino che non riesco a capirlo. Pazienza, ecco la porta, tra poco la devo attraversare e, comunque vada, ci vediamo dall’altra parte.

Davidone – Voto 7,5

L’uomo che ormai è divenuto un punto di riferimento inamovibile per gli sport di endurance praticati in condizione di acconciatura perfetta, si presenta tra i piadinari romagnoli con la sicurezza della cintura di una Mercedes d’ultima generazione. La sua frazione a nuoto convince l’Unione Europea a rifinanziare l’operazione Mare Nostrum, mentre ormai nella prima transizione ha tempi vicini a quelli dei professionisti, grazie soprattutto alla tecnica di chiamare direttamente dalla griglia di partenza un servizio di ristorazione take a way che si faccia trovare pronto in zona cambio. Certo, la qualità non è la stessa del catering tradizionale, ma, si sa, il triathlon è sacrifico. In bici poi non risente delle avverse condizioni meteorologiche, grazie all’esperienza maturata in anni di derapate con l’SH sul viscido pavé della circonvalla interna, e di corsa tiene ed incrementa il vantaggio rinvigorito da una serie di gellini fornitigli direttamente dal suo sponsor personale per l’occasione (tralasciamo il fatto che trattasi della l’Oreal). Nome di battaglia: Nico Cereghini.

SuperMario – Voto 6

L’uomo le cui qualità anfibie sono oggi oggetto di studio in alcune delle più rinomate accademie navali, tanto che la prossima nave scuola, al varo in autunno, si chiamerà la Vernazza, si presente in riviera, aerodinamico come la freccia di un Ducato. In acqua perde un filo la traiettoria rischiando che la sua frazione natatoria venga classificata come migrazione, poi sale sulla Bat bici che gli garantisce un angolo di penetrazione da porno attore e recupera posizione su posizione fino a quando un chiodo, abbandonato da qualche nostalgico degli anni ottanta, non gli procura una foratura, compromettendone il suo risultato finale. SuperMario però non si dà per vinto, sfrutta la sottoscrizione ACI, si fa cambiare la gomma e riparte alla grande, andando a rosicchiare secondi ai suoi diretti avversari, che a quel punto sono una comitiva in gara partecipante ad un addio al nubilato. Nome di Battaglia: Masini.

Recupero e Preparazione Specifica Pregara 3/5

Penultima settimana di recupero e preparazione specifica pregara a Err’s kitchen, la cucina di coach Err, dove si comincia a pensare alla gara, e l’acqua della piscina sembra più fredda, dove si comincia a pensare a quello che ci aspetta, e le solite strade sembra molto più lunghe.

Lunedi: Riposo

Tapering spinto o alias cazzeggio.

Martedì: H2O

Nuotata in cui il suddetto tapering però non sembra essere molto presente.

Riscaldamento: 300m

Allenamento: 300m ga con tavola – 4x100m sl (25m solo braccio dx + 25m sx + 50m normale) rec 15″ – 300m sl pbl rec 30″ – 3x100m sl in leggera progressione rec 15″ – 200m sl pb rec 20″ – 4x50m sl (1 lento + 1 forte) rec 10″ – 100m sl pb rec 15″ – 4x25m sl testa fuori rec 15″ – 400m sl nuot bene

Defaticamento: missing in action

Mercoledì: Run

Corsetta senza troppe pretese, ma con qualche preoccupazione.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 60’/70′ lento facile cono 6×30″ allunghi tenendo alta frequenza passo

Giovedì: Bike

Il mattino ha l’oro in bocca e la sella sotto il culo.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 2h inserendo solo alcuni tratti in posizione crono a ritmo medio, oppure rulli 60′ (10′ risc – 5x(1′ max rapporto + 1′ agile + 1′ progressione rapp ideale + 1′ easy) – 10′ facile – 4x(1′ max rapporto + 1′ agile + 1′ progressione rapp ideale + 1′ easy)

Venerdì: H2O

Nuotata in cui il precedente tapering sembra proprio essersi preso una vacanza.

Riscaldamento: 300m

Allenamento: 3x100m sl pb aumentando frequenza braccia ogni 100 rec 15″ – 3x: (200m gacon tavola – 200m sl respir ogni 5 – 8x25m sl (1 lento +1 forte) rec 20″) – 600m sl pb nuot bene

Defaticamento: traslocando la cucina

Sabato: Bike

Ultimo putan tour pre Klagenfurt.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: Uscita 3h collinare facile

Domenica: Combo Bike e Run

Per fortuna questo era il paese del sole. Combo tranquillo a schivare i temporali.

Bike prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 1h45′ con ultimi 30′ a ritmo gara stando in posizione crono

Run prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 30′ in progressione leggera (finire a intensità media)

Recupero e Preparazione Specifica Pregara 2/5

Si prosegue sul recupero e preparazione specifica pregara a Err’s kitchen, la cucina di coach Err, dove la parola recupero riamanda più al concetto di comunità che di riposo.

Lunedi: Bike e Run

Se non sono mesi che vi preparate duramente, non provateci.

Bike prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 4h con salite lunghe, sulle salite cercare di tenere pedalata agile e ritmo medio (non salite troppo di intensità e/o di forza)

Run prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 50’/60′ lento collinare

Martedì: Combo Bike e Run

Ultimo giorno in quota, letteralmente sui gomiti

Bike prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 2h tutto facile con salite

Run prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 5′ corsa facile – 10×30″ veloce ad alta frequenza rec 1′ lento (mantenere comunque buon passo) – 10′ facile

Mercoledì: Riposo

Si cerca di ricordarsi come ci si chiama.

Giovedì: H2O

Per fortuna per nuotare non serve sapere la propria identità

Riscaldamento: 400m

Allenamento: 400m risc – 4x100m sl pb progressione 1-4 aumentando solo frequenza braccia rec 15″ – 400m sl nuot bene con resp ogni 3 – 8x50m sl (15m max + finire easy) rec 10″ – 400m pb nuot bene – 16x25m sl (2 lento nuot bene, 1 max frequenza braccia con gambe ferme, 1 forte) rec 15″ – 400m pb nuot bene

Defaticamento: non pervenuto

Venerdì: Run

Sgambata serale nella freschezza della city.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 60’/70′ easy run, inserire 6×1′ in progressione finendo ultimi 10″ max velocità con recupero 2′ easy

Sabato: Bike

Ci sono trentasette gradi comodi all’ombra, per il resto fate voi.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 3h molto facili

Domenica: Triplo H2O e Bike e Run

Si ritorna a Mergozzo per l’ultima, si spera, sgasata per giorno del giudizio.

H2O prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 1500m a manetta

Bike prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 45km a chiodo

Run prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 6km con quel che resta

Recupero e Preparazione Specifica Pregara 1/5

Settimana uno di recupero e preparazione specifica pregara a Err’s kitchen, la cucina di coach Err, dove si comincia a misurare il fieno messo in cascina e si scopre che la cascina tocca ancora costruirsela.

Lunedi: Riposo

Dopo la detonazione di Rimini, camera iperbarica e niente visite.

Martedì: H2O

Risveglio muscolare in acqua che sa di resurrezione.

Riscaldamento: 400m

Allenamento: 200m ga – 400m pb bene respir ogni 5 – 12x50m sl (4 facendo 25m veloce 25m lento + 4 con 25m testa fuori 25m normale + 4 in progressione) rec 15″ – 400m pb

Defaticamento: su un 2000m non è contemplato

Mercoledì: Run

Adesso si tenta di rispristinare anche il moto orizzontale.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 75’/80′ lento molto facile

Giovedì: H2O

Svegli o no adesso si ricomincia.

Riscaldamento: 400m

Allenamento: 9x50m sl (1 max ampiezza con gambe forte + 1 max frequenza braccia + 1 normale) rec 15″ – 200m gambe – 200m (25m remata + 25m completo) – 400m sl pb resp 5 – 300m pb alta frequenza costante – 200m sl pull soglia – 100m sl pull forte rec 1′ ogni serie – 800m sl completo (50m veloce + 50m lento)

Defaticamento: le testate si classificano come defaticamento?

Venerdì: Bike

Sgambata prima di un weekend lungo che sa di massacro.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: Uscita 2h tutto facile, oppure rulli: 50′ inserire 4x(1′ gamba dx + 1′ gamba sx + 2′ normale) e 4x(1′ a 50 rpm + 1′ a 110 rpm)

Sabato: Bike e H2O

Una giornata di quelle che fa rimpiangere l’ufficio; si parla si Sella Ronda by bike e nuotata serale

Bike prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 5h con salite lunghe tutto a ritmo lento , sulle salite cercare di tenere pedalata agile e ritmo medio (non salite troppo di intensità e/o di forza)

H2O prevede:

Riscaldamento: 300m

Allenamento: 6x50m ga senza tavola sl/do rec 10″ – 3x100m pb nuotato bene rec 10″ – 3x100m remate (25m remata avanti + 25m remata centrale altezza spalle gomiti 90° + 25m solo spinta finale + 25 bracciata comopleta subacquea) – 200m pb – 2x50m sl forte tenendo alta frequenza braccia rec 20″

Defaticamento: 200m

Domenica: Bike e Run

Prosegue il massacro dolomitico.

Bike prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 3h facili

Run prevede:

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 70’/80′ collinari