Archivio mensile:ottobre 2015

Menti In Tempesta

homer-brain-monkeyOggi voglio parlare, forse un po’ male, di una cosa di cui tanti dissertano fin troppo bene: il brain-storming o brain storming. Tradotto in italiano viene fuori una roba tipo “assalto di menti” o “tempesta di menti” – ma questo solo per i più meteoropatici – e ad andare a vedere la definizione di Wikipedia si legge una cosa tipo: “tecnica creativa di gruppo per far emergere idee volte alla risoluzione di un problema.” Adesso, sarei curioso di sapere, nel corso della storia, quali delle idee che hanno rivoluzionato – anzi no, voliamo più bassi – che hanno semplicemente impattato in modo sensibile sulla vita degli esseri umani, sono venute fuori da una sessione del sopracitato “temporale” o “attacco” creativo? Silenzio…….Comunque, mettere insieme un gruppo di persone competenti, lasciarle libere di pensare a raffica, una sua utilità la può anche avere, però ci vogliono delle regole ferree per evitare che la cosa si trasformi nella versione manageriale del gioco, di fanciullesca memoria, a chi spara la cazzata più grossa.

Prima regola: intimare ai partecipanti di spegnere qualsiasi dispositivo elettronico, o equiparabile – anche la Smemoranda va messa via – e, se il vostro bacino creativo non supera la prima liceo come sviluppo mentale, può essere una buona idea persino farseli consegnare. Certo non siete su un aeromobile, non ci sono interferenze e disturbi radio, ma pensate cosa succederebbe se, una volta avviati i motori di un aereo, i piloti si mettessero a smanettare col cellulare. Tra l’altro schiantare una riunione è maledettamente più facile che far precipitare un aereo.

Seconda regola: chiarire subito l’obiettivo della creatività in modo adamantino e non lasciare mai che la discussione prenda e si diriga altrove – si possono anche portare dei rottweiler qualora si reputino necessari – altrimenti l’incontro si trasforma subito in un mix tra un talk show di Maria De Filippi e la colazione del lunedì mattina al bar.

Terza regola: obbligare le persone a scriverle, le proprie trovate, su un post-it o su una lavagna, sia che abbiamo coinvolto l’ultimo dei galoppini sia che ci si trovi in udienza dal Santo Padre, la scrittura è il filtro più efficace che esista per capire subito se da un pensiero germoglia un’idea o una minchiata. Puoi farlo non se puoi sognarlo, ma solo se puoi anche scriverlo.

Quarta regola: fissare un tempo ragionevole per la fase creativa tarato sull’obiettivo preposto, non troppo corto se no diventa una gara di disegno astratto, ma neppure troppo lungo, perché è scien-tificamente provato che la curva di creatività, una volta raggiungo il suo limite – che di solito viene toccato nel intorno dei trenta minuti di pensiero ininterrotto – deraglia pericolosamente verso l’area del cervello utilizzato per formulare pensieri assolutamente evitabili.

Quinta regola: rispettare tassativamente le prime quattro direttive; non siamo nell’ombelico del mondo, qui le regole esistono e non esistono le eccezioni.

Personalmente non amo le tempeste, di nessun tipo, anche quelle creative. Credo sia molto più efficiente ed efficace, di fronte ad un problema, studiare sempre e comunque una soluzione e poi chiedere a persone competenti o interessate – le stesse probabilmente che si convocherebbero in un ipotetico brainstorming – di fornirci un’opinione in merito e, nel caso, una strada alternativa. Funziona molto meglio. Immaginate di dover appendere un quadro a una parete del salotto. Riunite tutti i vostri famigliari sul divano e poi gli chiedete dove è meglio attaccarlo. Tempesta di riposte: al centro! No, un po’ più in alto! Ma non è meglio a sinistra vicino alla finestra? No, perché vicino alla finestra, al massimo dall’altra parte. Ma sei sicuro che sia una buona idea appendere proprio quel quadro, non è meglio quello che c’è in camera da letto? E così via. Risultato, il fottuto quadro non lo appenderete mai. Stessa scena. Familiari riuniti, quadro già appeso. Vi piace? Quelli a cui piace sul serio diranno subito si. Quelli a cui non frega niente del quadro diranno anche loro si. Insieme i due gruppi saranno già sicuramente la maggioranza. Qualcuno infine potrebbe obiettare. Lo metterei più in alto o più in basso, oppure più a sinistra o più a destra. A nessuno verrà in mente di cambiare la disposizione del salotto. Voi in un attimo decidete se il suggerimento è valido o no. Se è valido, sposate il quadro, altrimenti il quadro resta dove sta. Nessun temporale, il quadro è attaccato, avanti il prossimo problema.

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Terzo Interregno 2/3

Settimana a spingere nel terzo interregno a Err’s kitchen, la cucina di coach Err, dove il risultato dell’equazione è sempre lo stesso, tendere al proprio limite.

Lunedì: H2O

Nuoto sula carta facile, peccato che non si nuota sulla carta.

Riscaldamento: 200m

Allenamento: 200m tecnica – 200m gambe senza tavola – 200m pull – 8x100m sl 4° e 8° veloce rec 15” – 100m piano – 12x50m pull alternando 1 max ampiezza bracciata, 1 max freq bracciata rec 10”

Defaticamento: 100m

Martedì: Bike

Corri, ragazzo corri, quando lei si volta, quando lei non torna.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 60′ progressivo

Mercoledì: Bike

Variante limone in palestra su spin bike.

Riscaldamento: 15’

Allenamento: 5x(1′ dx + 1′ sx + 1′ normale) – 5′ agile – 5x(1′ max rapporto fuori sella + 2′ agile) – 5′ agile + 5x(20″ max + 1′ agile)

Defaticamento: 5’

Giovedì: H2O

Nuoto da rispettare.

Riscaldamento: 400m

Allenamento: 4x100m sl pb progressione 1-4 aumentando solo frequenza braccia rec 15″ – 400m sl nuot bene con resp ogni 3 – 8x50m sl (15m max + finire easy) rec 10″ – 400m pb nuot bene – 16x25m sl (2 lento nuot bene, 1 max frequenza braccia con gambe ferme, 1 forte) rec 15″ – 400m pb nuot bene

Defaticamento: pensando al weekend

Venerdì: Riposo

Spiaggiamento prima di scannare.

Sabato: Bike

Seconda uscita su sterrato: livello asilo nido, senza la mamma.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 2h facile on MTB

Domenica: Bike

Primo appuntamento col nuovo ferro: incantato signorina.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 3h facili

Tra un Passo e l’Altro

Pistolero“L’uomo nero fuggì nel deserto e il pistolero lo segui.” E anche se non sono armato e al mio sparuto cinturone al massimo ho appeso un pezzo di carta con sopra un numero, non mi sento poi tanto diverso. L’uomo di ferro se n’è andato, ma io non ho messo di inseguirlo. Nelle mattine sempre più fredde e buie, nelle notti sempre più precoci e umide, guardando con nostalgia il sole che perde forza, non mi sono ancora arreso all’inverno e le sue sbarre. Così eccomi ad attraversare la fradicia giungla del Garda, giacché, se avete anche solo mai pucciato i piedi sulle sue sponde già lo sapete, nuotare in questo lago è come farsi largo in una ragnatela di felci e cespugli. Ogni gambata si striscia la viscida superfice, ogni bracciata si disbosca il fondo paludoso, alla fine l’arrivo lungo i bastioni del castello è come una passeggiata in un fossato, dove non sarebbe affogato neppure un esercito di nani. Ma del resto, Peschiera del sopracitato Garda non mi risulta aver mai conosciuto epiche battaglie tra personaggi delle fiabe; oggi è probabilmente la prima volta in cui un plotone di assurdi soldati in armature di neoprene sta tendando qualcosa che sembra un assedio alle sue mura. Alla fine mi spiaggio sul pontile ed esco. La T1 non è rapida, correre a piedi nudi sui sanpietrini non è classificata tra le pratiche di autoerotismo più soddisfacenti. Parto a pedalare. Mille iscritti, scia consentita e hanno ancora il coraggio di chiamarlo triathlon e non nuoto, gita e corsa. Aggancio un gruppetto di scalmanati. Ci alterniamo a tirare. Poi gli scalmanati diventano più di quanti la mia filosofia sia in grado di gestire. Tutti vogliono stare davanti e guidare, così scelgo il sedile del passeggero più comodo e mi godo il paesaggio vallonato che scorre via. In una strada di campagna incrociamo due macchine che vengono nel senso opposto. Sul cofano non c’è scritto il mio nome, ma quello di qualcun altro si. Chiappa stretta e tengo la ruota di quello che ho davanti. Poi ecco un trattore con rimorchio che percorre la nostra stessa direzione. Ma chi cavolo presidia il percorso, Mr Magoo? Freccia, segno della croce e lo sorpassiamo. Si arriva sani e salvi In T2, dove innesto calza e fanghe ammortizzate e via a correre. Due giri su e giù dalle mura, da assedianti siamo diventati febbrili assediati, poi passeggiata lungo il fiume, dove i pescatori imprecano perché probabile abbiamo fatto scappare tutti i pesci giù fino al mare; non oltre per fortuna, ma solo perché dovrebbero essere pesci d’acqua dolce. Corro facile il primo anello, poi mi sembra di vederlo e aumento, ma lui sparisce dietro una curva o svanisce oltre un terrapieno, così, fino al traguardo che manco mi accorgo di attraversare. Dove sei andato maldetto uomo di latta? Sono ossessionato. Così lascio passare la notte e il giorno dopo torno a cercarlo nell’unico posto dove sono certo potrei riuscire ad incontralo: il percorso di gara. Arena civica, semplici “runners” intorno a me. Mi piace però l’idea di un trail all’interno della pianta di Milano; è un progetto folle, affascinate, il tentativo di un novello Fitzcarraldo di dare una dimensione verticale a ciò che nella quotidianità sono solo sposta-menti orizzontali. Sarebbe bello se tutto ciò non fosse relegato al semplice sviluppo di una corsa, sarebbe meraviglioso se lo stesso principio assumesse colorazioni esistenziali. Comunque, solito sparo e via. Mi guardo in giro e lui sembra non esserci. Vado avanti. Mi faccio largo trai i palazzi, attraverso piazze e vie, che di solito sono solo veloci direttrici tra un impegno e l’altro, ma qui invece diventano stanze in cui tentare una strana a goffa danza al ritmo di respiri concitati. I parchi viceversa li conosco fin troppo bene per farci caso. A tre quarti di gara scaliamo un grattacielo, uno di quelli che però il cielo non lo gratta, ma lo buca e sparisce oltre. Pensavo meglio. Le scale di servizio non ti elevano, anzi, sono un’esperienza claustrofobica. Usciti a riveder le foglie, troniamo a respirare, la testa smette di girare e si trotta a ritrovare il punto di partenza, poiché, dove tutto in qualche modo inizia, tutto deve spesso necessariamente anche finire. L’uomo di ferro però non si è visto, ma dovevo aspettarmelo; lui non sopporta clima goliardico e passo spensierato, lui non gradisce chi guarda più in giro che avanti. Allora la domanda che mi sorge spontanea, mentre vado a casa con un sorriso rilassato sulle labbra, suona come: ma ho veramente ancora bisogno di lui? Non lo so, probabilmente la riposta è perennemente in bilico tra il si e il no, tra un passo e l’altro, solo che se stai in bilico instabile tra un passo e l’altro può voler dire solamente una cosa: significa che stai irrimediabilmente correndo.

Cisco – Voto 7

L’uomo che ha costretto la Fidal a riconoscere un nuovo metodo di misurazione delle gare ufficiali che, infatti, a partire dal 2016, non si misureranno più in metri o chilometri, ma in giri del Sempio-ne, si presenta sul sintetico della Arena Civica pronto a cancellare le delusioni della Maratona, co-me una tanica di smacchiatore per capi sensibili. La solita frase “non sono in forma, la facciamo insieme” risuona nell’eco degli spalti mentre sparisce, già irraggiungibile, dietro la prima curva. Da lì è una cavalcata trionfale in schiena ai primi, che lo seminano solo all’ingresso della torre Allianz, perché Cisco, manager integerrimo e avvezzo ai regolamenti delle multinazionali, va in giro a cercare dove registrarsi prima di salire agli uffici. Fino all’arrivo in Sempione però, rischia comunque di fare registrare il miglior tempo per un atleta nato sotto gli ottocento metri sul livello del mare, poi, vittima di crampi, viene sorpassato da un parrucchiere di Vaprio d’Adda ed è costretto ad accontentarsi dell’argento, che, causa fondi deficitari, viene semplicemente premiato con una doppia dose dei formaggi che qualcuno ha bel pensato inserire come ristoro al traguardo. Nome di Battaglia: Ciscocavallo.

Terzo Interregno 1/3

Settimana di recupero del terzo interregno a Err’s kitchen, la cucina di coach Err, dove, andando a sensazione, la cosa più difficile è convincersi a fare un giorno di riposo.

Lunedì: H2O

Nuoto facile post gara.

Riscaldamento: 300m

Allenamento: 300m pb respi ogni 3 – 8x50m sl nuotato bene rec 15″ – 400m pb max ampiezza bracciata – 4x100m sl nuot bene rec 30″ – 400m pb max frequenza bracciata

Defaticamento: in coda in mensa

Martedì: Bike

Limonata pre cena.

Riscaldamento: 15’

Allenamento: 5x(1′ solo gamba sx + 1′ solo dx + 1′ agile) – 5′ facile – 5x(30″ a 110 rpm + 1’30” a 90 rpm)

Defaticamento: 5’

Mercoledì: Riposo

Visita biomeccanica e ritiro nel nuovo ferro.

Giovedì: Run

Si va incontro alla sera, come ad una vecchi amica che non si vede da tempo.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 60’/70′ lento facile cono 6×30″ allunghi tenendo alta frequenza passo

Venerdì: H2O

Balneazione prima del weekend.

Riscaldamento: 300m

Allenamento: 3x100m sl pb resp ogni 3 rec 15″ – 200m remate pb (25m remate – 25m sl) – 400m pb max ampiezza resp ogni 3 – 3x100m sl (25m veloce + 75m lento) rec 15″ – 200m pb nuotato bene – 4x50m sl forte rec 30″ – 400m pb e pa

Defaticamento: 100m

Sabato: Bike

Prima uscita sul tassellato: livello asilo nido.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 2h facile on MTB

Domenica: Run

Chiacchierata domenicale in movimento.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 60′ facile

Secondo Interregno 3/3

Settimana di gara al secondo interregno a Err’s kitchen, la cucina di coach Err, dove l’inverno è in scia e si cerca di staccarlo.

Lunedì: H2O

Nuoto semplice ma non facile.

Riscaldamento: 300m

Allenamento: 300m pb resp ogni 3 – 300m pull (75m max ampiezza + 25m max freq) – 2x150m sl (50m forte + 100m lento) rec 30″ – 6x50m sl pb nuot bene rec 15″ – 300m pb (100m normale + 50m max frequenza) – 400m pb e pa aerobico

Defaticamento: a libera inziativa

Martedì: Run

C’è solo la sera e due gambe che si muovo.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 60’/70′ lento facile cono 6×30″ allunghi tenendo alta frequenza passo

Mercoledì: Bike

No limonata, ma sgasata in palestra.

Riscaldamento: 15′

Allenamento: 5x(1′ max rapporto + 1′ agile + 1′ progressione rapp ideale + 1′ easy) – 10′ facile – 4x(1′ max rapporto + 1′ agile + 1′ progressione rapp ideale + 1′ easy)

Defaticamento: 4’

Giovedì: H2O

Si alzano in giri in vista di domenica.

Riscaldamento: 300m

Allenamento: 200m ga con tavola – 4x100m pb rec 20″ – 8x50m sl prog da 1 a 4 rec 15” – 3x100m sl medio rec 20″ – 2x200m sl facile rec 40” – 2x100m sl forte rec 1’

Defaticamento: 200m

Venerdì: Riposo

Primo riposo.

Sabato: Riposo

Secondo riposo e shopping selvaggio.

Domenica: Gara

Triathlon Olimpico Lignano Sabbiadoro: 1.5km H2O – 40km Bike – 10km Run

Secondo Interregno 2/3

Seconda settimana del secondo interregno a Err’s kitchen, la cucina di coach Err, dove anche quando si va a braccia, si tiene alta la frequenza.

Lunedì: H2O

Si riparte senza sconti.

Riscaldamento: 300m

Allenamento: 6x50m sl (1 normale + 1 respir avanti + 1 con 15m forte) rec 15″ – 300m pb (75m max ampiezza + 25m max frequenza) – 6x50m sl laccio rec 10″ – 2x150m sl (50m forte + 100m lento) rec 30″ – 6x50m sl laccio rec 15″ – 300m pb (100m normale + 50m max frequenza) – 400m pb a pa areobico

Defaticamento: in mensa

Martedì: Bike

Limonata serale

Riscaldamento: 15′

Allenamento: 5′ in progressione fino a soglia – 5′ facile – 6x(30″ max + 1′ facile) – 5′ facile – 3x(30″ max +1′ facile)

Defaticamento: 5’

Mercoledì: Run

Prima che il sole sorga, si va fuori a scannare.

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 30′ lento – 8x(1′ progressione + 30″ lento + 30″ veloce + 30″ lentissimo) – 10′ molto facile

Giovedì: H2O

Allenamento Navy Seals.

Riscaldamento: 300m

Allenamento: 200m ga – 300m sl pb e pa – 4x25m sl testa fuori rec 10″ – 8x25m sl (1 lento + 1 forte) rec 10″ – 200m sl pb e pa – 5x100m sl senza spinta dal muro rec 15″ – 500m pb e pa – 5x100m sl (se possibile al 75m esci e ti rituffi in acqua) rec 15″

Defaticamento: 200m

Venerdì: Riposo

Relax e gitarella ad Expo.

Sabato: Run

Mai fidarsi di uno che ha appena fatto l’ironman

Riscaldamento/Allenamento/Defaticamento: 15’lento – 5x (5’lento – 3’medio – 2’lento) – 5’lento

Domenica: Bike

Tempemmerda unito a una punta di sconigliata domenicale e si resta in casa a pedalare.

Riscaldamento: 10’

Allenamento: 5′ in progressione da lento a soglia – 5′ facile – 5x (1′ gb dx + 1′ gb sx + 1′ normale) – 5′ facile – 5x (1′ max rapporto + 1′ normale + 1′ molto agile)

Defaticamento: 5’