Archivio mensile:ottobre 2017

Capo coda

22008164_10155031506017749_6080586053460156391_nSono sempre stato bravo a darmi delle regole! Anzi no, sono sempre stato molto bravo a darmi delle regole! Come un complicato alpinista le ho inchiodate alla parete sconnessa del tempo per ergermi e andare avanti ad esplorare. La destinazione poi, non è mai stata così importante e anche alla domanda se quella fosse la strada migliore da percorrere, non sono mai riuscito a trovare una riposta definitiva. Magari non lo era, anzi probabilmente spesso non lo è stata, eppure quanti sono venuti su dopo di me sfruttando la stessa via, quanti si sono anche impegnati e sacrificati aggrappandosi a quegli stessi chiodi, senza però mai neppure chiedersi perché fossero li? Resta un abisso tra me e l’uomo di ferro, un burrone invalicabile, una frattura così larga e profonda che temo non riuscirò mai più ad attraversarla. E ho tentato di tutto! Conscio del fatto che non avrei mai potuto saltare dall’altra parte, ho cercato di costruire un ponte, ma giunto a metà dell’attraversamento, è crollato inesorabile; così ho provato a farci scorrere dentro un fiume, la corrente però mi ha trascinato via a poche bracciate dalla meta; alla fine ho persino azzardato a scendere nel baratro per il disperato tentativo di risalire dall’altra sponda, tuttavia mi sono smarrito e ho vagato a lungo nell’oscurità prima di riuscire a tornare indietro. La memoria della gara è ormai un’altra linea sbilenca che ricalca tante altre linnee precedenti. Un déjà-vu che si riflette nell’acqua grigia e agitata di un freddo lago che nessuno si metterà ad ammirare. Nuoti, pedali, corri. Vedi il sole sorgere e poi tramontare e tu sei lì che nuoti, pedali e corri. Conti le boe, conti i chilometri, conti i ristori e tu stai sempre nuotando, pedalando e correndo. La trepidazione diventa gioia, la gioia diventa stanchezza, la stanchezza diventa disperazione e la disperazione diventa rassegnazione ma tu puoi solo continuare a nuotare, pedalare e correre. Ti dicono che sei un uomo di ferro, non senti che te l’hanno detto, si sono dimenticati di dirtelo, ma tu alla fine hai solo nuotato, pedalato e corso, il resto ti sembra così poco importante. Poi però pensi che hai degli amici veramente fantastici, capisci che hai della gambe veramente di merda, ma comprendi che le due cose possono anche andare insieme e allora fanculo, sei già sicuro che, comunque vada, continuerai a nuotare, pedalare e correre, tanto l’importante non è essere solo un uomo, l’importante è non essere un uomo solo, tutto il resto è solamente un orso che balla in un circo che non frega a nessuno.

SuperMario – Voto 8

L’uomo fatto non solo di ferro, ma anche di pomodori e branzino alla griglia si presenta tra i professionisti della piadina e dell’accoglienza romagnola come un pastore di montagna per la prima volta in visita alla ca-pitale. D’altronde l’ultimo ligure che è stato visto avventurarsi per la riviera adriatica fu Giuseppe Garibaldi mentre portava in viaggio premio a Riccione quel che restava dei suoi “mille”. Osserva così tutto quello che lo circonda con fanciullesco stupore e si emoziona quando ha a che fare con gli autoctoni: tipo il ristoratore cui chiede un cambio della comanda senza che quello gli sputi dentro il piatto. Per il resto, la sua gara è la solita chirurgica operazione di vivisezione delle leggi della dinamica nota all’uomo. In acqua il baricentro basso dovrebbe zavorrarlo come un aratro medioevale e invece gli conferisce un’inspiegabile propulsione. In bici la testa grande dovrebbe fare più attrito di uno spinnaker del Moro di Venezia, invece penetra l’aria come Rocco Siffredi ai tempi d’oro. Infine, mentre corre, la gamba corta dovrebbe segargli la falcata come un corso intensivo di bricolage, invece gli conferisce grande elasticità e sprint verso il traguardo, dove termina le sue fatiche con una prestazione che resterà negli annali, anche senza vaselina. Nome di Battaglia: Cervio A Primavera.

Ora, Colonnello e Canepazzo, so che pensavate di scamparla, ma ecco che arriva la vostra pagella per la deejeporcodimanechegaradastronziten.

CanePazzo – Voto 7,5

Il ritorno alle corse di CanePazzo è stato salutato con commozione dall’intera piazza del Duomo. In realtà la deejcazzovaiten ha fatto cinquemila iscritti. Gli altri trentamila erano lì solo per tifare e acclamare l’uomo che a Cortina è più famoso dell’Ampezzo, tanto che nei prossimi mesi è stato indetto un referendum per cambiare il nome del suo paese natale e chiamarla Cortina d’Ampazzo. La sua gara è semplicemente fulmi-nea. Dopo pochi secondo dallo sparo è già al comando. Guida quasi fino alla fine, tanto che potrebbe vincere ma ha troppi pochi tatuaggi perché ciò possa essere permesso, così Linus lo affianca in motorino e lo convince a fermarsi una mezz’ora e a cedere il successo ad un tronista che fa il personal trainer allo Skor-pion. In cambio però l’anno prossima sulla maglietta ci sarà scritto Running Like Mad Dog. Nome di Batta-glia: Lazzaro.

Colonnello – Voto 7

Dopo quattro mesi di ozio e vizi che in confronto a Sodoma e Gomorra facevano un ritiro pre stagione ago-nistica di corsa in montagna, l’uomo che non solo è in grado di prevedere il tempo ma anche di condizionarlo in base alle sue complesse scelte alimentari, decide di riallacciare le scarpe che contano per sfilare insieme al gregge ignorante della deejdieciepoischaitti come un moderno mandriano della circonvallazione interna. Fasciato nella svernicia di ordinanza, zampetta agile tra l’insidiosissimo arredo urbano della city al ritmo di un pendolare in tangenziale ovest il mattino alle otto. Questo però non gli impedisce di superare gente che è in giro a sprecare ossigeno fino a transitare sotto il traguardo che forse era meglio se fosse stato direttamente messo su un bel passaggio a livello ferroviario in piene attività. Nome di Battaglia: Davidone.

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